Fonte foto: Valentina Giua
La Fiamma di Agata: al Palazzo della Cultura prende vita il palinsesto che unisce parola, arte e impegno civile

Si è tenuta nella Sala Marchesi del Palazzo della Cultura di Catania la conferenza stampa inaugurale de “La Fiamma di Agata”, un nuovo palinsesto culturale che intreccia poesia, arti visive, teatro, musica e riflessione civile. Un progetto dal forte valore simbolico, pensato per restituire alla città un percorso condiviso capace di rinnovare il legame con la figura di Sant’Agata e con la sua eredità di forza, identità e partecipazione collettiva.
A condurre l’incontro è stata la giornalista Elisa Petrillo, direttrice di Sudpress, che con rigore, sensibilità e una moderazione impeccabile ha guidato gli interventi, valorizzando la pluralità delle voci presenti e il senso profondo dell’iniziativa. Petrillo ha introdotto le curatrici, posto le domande chiave e coordinato il dialogo tra i relatori, garantendo ritmo, chiarezza e coerenza all’intera conferenza.
Un progetto che nasce dalla parola e si espande nell’arte
Curato da Valentina Giua e Valentina Capizzi, La Fiamma di Agata si presenta come un percorso culturale articolato, che mette al centro la parola come strumento di consapevolezza e trasformazione.
Giua ha illustrato l’impianto poetico e performativo del palinsesto, sottolineando come la parola possa diventare spazio di dialogo, memoria e responsabilità. Capizzi ha invece presentato la sezione dedicata alle arti visive, annunciando l’esposizione delle opere di Salvo Muscarà, visitabile fino all’11 febbraio nella Chiesa di San Nicolò l’Arena: un dialogo intenso tra materia, simbolo e memoria che arricchisce il percorso complessivo del progetto.
Il ricordo di Vera Ambra: una fiamma che continua a illuminare
Uno dei momenti più toccanti della conferenza è stato il ricordo di Vera Ambra, figura di straordinario spessore umano e culturale. Per Valentina Giua, Ambra è stata una guida e una mentore, una presenza fondamentale nel suo cammino artistico. La sua eredità – fatta di rigore, generosità e fiducia nella forza trasformativa dell’arte – continua a vivere nel progetto, come una fiamma che orienta e ispira.
Le voci istituzionali e culturali: un mosaico di competenze
Numerosi i contributi che hanno arricchito il dibattito, offrendo prospettive diverse ma profondamente convergenti:
- Sarita Giuffrè, viceprefetto di Catania, ha evidenziato il ruolo della cultura come strumento di coesione e responsabilità civile.
- Santino Mirabella, magistrato e scrittore, ha proposto una riflessione intensa sul valore etico della memoria e della parola.
- Rosaria Spina, dirigente del Servizio Rete Museale del Comune di Catania, ha sottolineato l’importanza del lavoro sinergico che ha reso possibile un evento perfettamente integrato nel contesto museale cittadino.
- Carmelo Grasso, presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata, ha ribadito il legame tra tradizione e contemporaneità.
- Francesco Pira, sociologo dell’Università di Messina, ha analizzato il rapporto tra cultura, comunicazione e società digitale.
- Elda Ferrante, psicoterapeuta e componente del direttivo Andos Catania, ha approfondito il valore terapeutico dell’arte.
- Nunzia Pedalino (AFAE) ha richiamato l’importanza dell’inclusione e della partecipazione attiva.
- Maria Grazia Barbagallo, vicepresidente AIS Sicilia, ha evidenziato la forza della collaborazione tra associazioni e istituzioni.
La performance: quando la parola diventa gesto e memoria
La conferenza si è conclusa nella Sala della Notte con un momento performativo di grande intensità emotiva. La compagnia Atti mpari ha aperto la sezione performativa con un intervento che ha intrecciato parola, gesto e memoria. A seguire, le allieve della scuola di Lucia Sardo e Marcello Cappelli hanno portato in scena una narrazione vibrante, capace di coinvolgere il pubblico e di restituire la profondità del progetto.
Un esordio che accende un percorso condiviso
L’inaugurazione de La Fiamma di Agata segna l’avvio di un cammino culturale che accompagnerà la città di Catania nei prossimi giorni, creando un dialogo vivo tra arte, identità e comunità. Un progetto che unisce istituzioni, associazioni, artisti e cittadini, e che trova nella parola – poetica, civile, performativa – il suo nucleo più autentico.
Un esordio che conferma la forza di un palinsesto capace di illuminare la città con la stessa intensità simbolica della sua Santa.

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