RUBRICA ALLA PARI
C’è un tema sul quale la politica delle pari opportunità non può permettersi ambiguità: la libertà delle donne viene prima di qualsiasi alibi culturale.
Guardiamo alla realtà senza ipocrisie. In Marocco ci sono donne musulmane che frequentano le spiagge in bikini. In Italia vediamo invece donne che scelgono il burkini e, in alcuni casi, forme di abbigliamento che arrivano a nascondere completamente il corpo e il volto. La questione non è stabilire se il bikini sia più moderno del burkini. La questione è molto più seria: chi decide per quella donna?
Se è una scelta libera, va rispettata. Ma se dietro quella scelta c’è una pressione familiare, religiosa o sociale, allora abbiamo il dovere politico e civile di intervenire. Non possiamo chiamare “libertà” ciò che nasce dalla paura, dalla sottomissione o dal controllo.
E qui entra in gioco la vera integrazione.
Integrare non significa chiedere alle donne italiane di accettare come inevitabili comportamenti che limitano la libertà femminile. Non significa mettere sullo stesso piano diritti fondamentali e tradizioni. E soprattutto non significa utilizzare il multiculturalismo come scudo per non vedere ciò che accade davanti ai nostri occhi.
I diritti delle donne non cambiano con la nazionalità, con la religione o con il colore della pelle.
Una donna marocchina, italiana, musulmana, cristiana o non credente deve avere gli stessi diritti e la stessa libertà. E deve poter dire “no” senza paura.
La politica delle pari opportunità deve quindi smettere di essere soltanto una dichiarazione di principio, deve diventare azione. Deve diventare una difesa concreta dell’autonomia femminile: contro la violenza, contro i matrimoni imposti, contro la segregazione, contro ogni forma di coercizione e contro qualsiasi ideologia che pretenda di decidere come una donna debba vivere, vestirsi o comportarsi.
Con il dipartimento Pari opportunità della della Lega condotto audacemente dall’onorevole Souad Sbai si procede diritti e senza paura.
Non esistono culture superiori o inferiori. Esistono diritti che devono essere uguali per tutti.
E la libertà delle donne è uno di questi.
Se una donna vuole indossare il bikini, deve poterlo fare. Ma nessun uomo, nessuna famiglia, nessuna comunità e nessuna ideologia deve poter scegliere al posto suo.
Questa è la vera battaglia per le pari opportunità: non imporre alle donne come essere libere, ma impedire che qualcuno tolga loro la libertà.
