Agnes Heller
L’elogio dell’inutile: perché filosofia, latino e matematica ci rendono più liberi
Quando il sapere non serve a nulla…E proprio per questo serve a tutto
In un’epoca in cui la scuola viene sempre più spesso valutata in base alla sua capacità di preparare al mondo del lavoro, le parole della filosofa ungherese Ágnes Heller invitano a una riflessione controcorrente. Secondo la studiosa, le materie apparentemente più “inutili” – come il greco antico, il latino, la filosofia e la matematica pura – sono in realtà quelle che contribuiscono maggiormente alla formazione dell’individuo.
Il valore della cultura oltre l’utilità immediata
“Con il sapere utile si possono fare solo piccole cose. Con il sapere inutile si può fare tutto”. È questo il cuore del pensiero di Heller. Le discipline umanistiche e teoriche non insegnano semplicemente nozioni, ma allenano la mente a ragionare, interpretare la realtà, sviluppare spirito critico e capacità di adattamento. In un mondo in continua trasformazione, dove professioni e competenze cambiano rapidamente, la vera risorsa non è soltanto ciò che sappiamo fare oggi, ma la nostra capacità di imparare, comprendere e reinventarci.
Formare persone, non soltanto professionisti
La scuola non dovrebbe limitarsi a preparare lavoratori efficienti, ma cittadini consapevoli. Lo studio della filosofia insegna a porre domande, il latino e il greco aiutano a comprendere le radici della nostra cultura, mentre la matematica sviluppa rigore logico e capacità di astrazione. Sono competenze che vanno ben oltre il mercato del lavoro e contribuiscono alla crescita personale e civile dell’individuo.
Una lezione ancora attuale
Il messaggio di Ágnes Heller appare oggi più attuale che mai. In una società dominata dalla velocità, dall’efficienza e dall’utilità immediata, riscoprire il valore della conoscenza fine a sé stessa significa difendere la libertà del pensiero e la ricchezza della cultura.
Perché ciò che sembra inutile nell’immediato può diventare, nel tempo, lo strumento più prezioso per comprendere il mondo. E affrontarne le sfide.


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