Retroscena FIGC, il dietro le quinte del ribaltone: il patto segreto con Mancini, il “veto” su Pirlo e lo scontro con Maldini
Il percorso recente del calcio italiano ha trovato finalmente una svolta dopo una delle fasi più caotiche, rocambolesche e surreali della sua storia recente. Il tumultuoso capitolo aperto dalla bufera di Zenica sembrava destinato a placarsi con l’elezione di Giovanni Malagò alla guida della FIGC, ma la gestione delle nomine ha finito per generare una bufera mediatica senza precedenti, culminata nel clamoroso ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico della Nazionale italiana, affiancato dall’insediamento di Claudio Ranieri come nuovo direttore tecnico del movimento azzurro.
I dettagli emersi sulla genesi di questo ribaltone svelano retroscena davvero clamorosi vissuti prima delle nomine ufficiali.
Il patto segreto tra Malagò e Mancini
Secondo la ricostruzione giornalistica firmata da Federico Ferri per Sky Sport, tutto parte da lontano. Durante un vertice privato avvenuto a fine maggio, Malagò, all’epoca candidato alla presidenza federale, aveva rassicurato il tecnico marchigiano affidandogli virtualmente la guida della selezione maggiore. Una promessa talmente solida da spingere Mancini a muoversi in anticipo per la composizione dello staff tecnico, arrivando persino a contattare Lele Oriali per riaverlo al suo fianco nel nuovo corso azzurro.
I piani, tuttavia, hanno subito una brusca e inaspettata deviazione con l’ingresso in scena di Paolo Maldini e Leonardo. I due dirigenti scelti per l’area tecnica avevano idee diametralmente opposte rispetto ai piani originari e hanno deciso di virare con decisione su Andrea Pirlo come profilo ideale per la panchina azzurra.
Il caso del contratto russo e lo stop presidenziale
Questa scelta difforme dalla linea presidenziale ha creato fortissime tensioni nell’ambiente, spingendo il numero uno del calcio italiano a bloccare l’intera operazione e a far saltare l’intesa raggiunta. Sulla decisione ha pesato enormemente un fattore esterno e geopolitico: un contratto di sponsorizzazione che legava Pirlo a Fonbet, società russa di betting, un dettaglio che aveva scatenato forti perplessità nella politica italiana.
La spiegazione di questo improvviso altolà è arrivata direttamente per bocca del presidente federale. Durante la conferenza stampa odierna, Malagò ha ammesso senza filtri:
«Mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della scelta di Andrea Pirlo. Avrebbe rescisso il contratto con questa società di cui era testimonial però per tutta una serie di motivi e opportunità non me la sono sentita. Né io né, sembra, il dt sapevamo del contratto russo».
Una presa di posizione netta che ha provocato l’immediata spaccatura con Maldini e Leonardo: di fronte al veto presidenziale e al mutare dello scenario politico-istituzionale, i due dirigenti hanno rassegnato le proprie dimissioni a soli dieci giorni dalla loro nomina, spianando la strada al ritorno del tecnico marchigiano e alla nuova era targata Mancini-Ranieri.
