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Riconoscere, prevenire e combattere una forma di violenza spesso invisibile ma profondamente lesiva della dignità umana.

Il maltrattamento contro gli anziani è una realtà inquietante e troppo spesso invisibile. In Italia, secondo la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, circa un anziano su tre è vittima di abusi, con percentuali che salgono fino a due su tre nelle RSA e nelle case di riposo. Si tratta di una violenza multiforme: fisica, psicologica, economica, istituzionale. Ma anche l’indifferenza, la trascuratezza e la negazione della dignità rientrano in questa spirale di abusi.
Dove si consuma la violenza e come riconoscerla
Il fenomeno si consuma spesso tra le mura domestiche, dove il maltrattamento può provenire da caregiver stressati o familiari impreparati. Nelle strutture assistenziali, invece, si segnalano pratiche come l’uso improprio di farmaci, la mancanza di rispetto per la privacy, l’assenza di flessibilità negli orari e persino la negazione di bisogni primari come cibo, occhiali o protesi.
Contrastare il maltrattamento contro gli anziani significa innanzitutto riconoscerlo. Segnali come malnutrizione, scarsa igiene, ferite inspiegabili o cambiamenti comportamentali devono essere letti come campanelli d’allarme.
Educare al rispetto e promuovere una cultura della cura
Serve anche una rivoluzione culturale: superare l’ageismo, valorizzare la memoria, restituire agli anziani il ruolo di custodi di saggezza e storia. Eventi come quello promosso dal Centro Ascolto Stella del Mare, con la partecipazione di esperti e giovani del circuito penale, rappresentano un passo importante. Parlare di questi temi, coinvolgere le nuove generazioni e promuovere una pedagogia del rispetto sono strumenti fondamentali per costruire una società più giusta.
Il maltrattamento contro gli anziani non è solo una questione sanitaria o sociale: è una ferita etica. E come tale, va curata con consapevolezza, gentilezza e responsabilità collettiva.
