C’è una linea di continuità artistica che unisce il saudade di Lisbona al fervore solare di Napoli, vibrando nelle corde di un Ottocento musicale mai veramente sopito. Dal 30 giugno, questo ponte invisibile si fa suono: La Tarantella di De Lauzières – Florimo approda sulle piattaforme digitali, affidata alla voce magnetica di Alessia Moio.
Un filo rosso tra passato e presente
Come scrisse Claude Debussy, “la musica è la somma di forze sparse”. In questo brano, quelle forze si ricompongono magicamente. L’opera, nata dal sodalizio tra il letterato Achille de Lauzières e il compositore Francesco Florimo, fraterno custode della memoria di Vincenzo Bellini, è una gemma che ha attraversato il tempo, accarezzata in passato dalle voci immortali di Fausto Cigliano & Mario Gangi, Bruno Venturini, Amália Rodrigues, Renzo Arbore, Lucia Minetti, Roberto Murolo, Enzo De Martino, Capri Serenade e Sergio Bruni.
Raccogliere un’eredità simile è un atto di puro coraggio. Alessia Moio lo compie con la sensibilità di chi sa che la tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco.
Se la canzone napoletana è una “struttura letteraria”, l’interpretazione della Moio ne è il restauro filologico più nobile. Il suo canto scava. Come un restauratore che rimuove le stratificazioni di polvere dai pigmenti di un affresco, Alessia riporta alla luce le venature poetiche di un XIX secolo in cui la canzone da salotto dialogava col linguaggio colto dell’opera.
L’arrangiamento del Maestro Mario Simeoli è la trama su cui si intreccia questo ordito: un respiro contemporaneo che non tradisce l’anima antica, ma la proietta verso l’infinito digitale.

Oltre il digitale
Dopo aver superato quota 23.000 visualizzazioni su YouTube, il brano approda su Spotify, Apple Music, Amazon Music e Deezer, rispondendo a una chiamata corale del pubblico. Ma la rotta di Alessia non si ferma qui:
- Tra mare e musica: L’artista sarà protagonista della prossima Crociera della Musica, Arte e Cultura Napoletana, in partenza a settembre. Un’occasione unica dove la melodia partenopea si farà bussola tra le onde.
- L’atelier dei segreti: Nei laboratori creativi della Moio si lavora già al futuro. Sono in fase di “restauro” due nuove perle della storia della canzone napoletana, due titoli ancora avvolti nel mistero che l’artista si prepara a restituire al grande pubblico.
Diceva Gustav Mahler che “la musica non è nelle note, ma nello spazio tra di esse”. Alessia Moio ha la sua dimensione proprio in quello spazio, trasformando ogni nota in una carezza. “La Tarantella di De Laurzières è una promessa mantenuta al tempo.”
Dal 30 giugno, lasciate che questa danza vi riporti dove tutto ebbe inizio.
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