Fonte foto: Consiglio Regionale del Piemonte
In Piemonte le tutele volontarie superano quelle istituzionali per i minori stranieri non accompagnati
Nel 2025, per la prima volta, in Piemonte le tutele volontarie per i minori stranieri non accompagnati (Msna) hanno superato quelle istituzionali. A comunicarlo è il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Giovanni Ravalli, che definisce il risultato “un segnale di integrazione e responsabilità civile”.
Crescono gli ingressi e aumenta la disponibilità dei tutori volontari
Nel corso del 2025 la regione ha registrato 662 nuovi ingressi di Msna, confermando il Piemonte come uno dei territori più coinvolti nei percorsi di accoglienza. Parallelamente, la disponibilità dei cittadini a diventare tutori volontari è cresciuta in modo significativo: dal 47% del 2024 al 63% del 2025.
Un dato che assume un peso ancora maggiore se confrontato con la media nazionale, che si attesta intorno al 30% di tutele volontarie. “Possiamo affermare – sottolinea Ravalli – che il Piemonte è tra le regioni più virtuose d’Italia nell’accoglienza dei Msna”.
Perché la tutela volontaria è un indicatore di integrazione
La figura del tutore volontario, introdotta dalla legge 47/2017, rappresenta un presidio fondamentale per i minori che arrivano in Italia senza famiglia. Il tutore affianca il ragazzo o la ragazza nelle scelte quotidiane, nei percorsi scolastici, sanitari e legali, diventando un punto di riferimento stabile in una fase di forte vulnerabilità.
“Più tutele volontarie significa maggior integrazione e maggior sicurezza”, osserva Ravalli. La presenza di un adulto dedicato permette infatti di costruire percorsi personalizzati, ridurre i rischi di marginalità e favorire l’inserimento nel tessuto sociale.
Guardando al futuro, il Garante indica un obiettivo ambizioso: affiancare un tutore volontario a ogni minore straniero non accompagnato presente in Piemonte. Un traguardo impegnativo, ma che la regione considera raggiungibile alla luce dei risultati ottenuti.
