I mondiali ci stanno mostrando come il calcio sia, appunto, un fenomeno sportivo, e non solo, globale. Essi ci stanno presentando la vera e propria fenomenologia della multiculturalità e come lo sport sia uno strumento incredibile di integrazione. E pazienza per le parole davvero fuori luogo dell’ex portiere paraguaiano Chilavert prima del match Paraguay – Francia: “Nel 1998 noi abbiamo affrontato la Francia, ora affronteremo una formazione africana”.
Mondiali di calcio, alcuni esempi di integrazione
Francia e Spagna sono esempi chiari del calcio come strumento di integrazione. “Se il calcio serve a qualcosa, serve per integrare, per la società. E non ci sono esempi migliori della Francia e di noi“. Questa è stata una risposta diretta di Lamine Yamal alle dichiarazioni xenofobe dell’ex primo ministro Mariano Rajoy, che aveva definito la nazionale francese una squadra “senza francesi” Lo stesso Yamal, è nato e cresciuto in Catalogna da padre marocchino e madre equatoguineana. Nico Williams è nato e cresciuto in Navarra da genitori ghanesi. Nella rosa spagnola figura inoltre Aymeric Laporte, nato e cresciuto in Francia da genitori francesi e successivamente naturalizzato spagnolo grazie a un nonno. “La società multiculturale è la nostra ricchezza” ha affermato l’attaccante spagnolo Borja Iglesias. “Se giocano nella nazionale francese sono francesi, a prescindere dal colore della loro pelle”, così ha parlato Pau Cubarsí.
A cura di Raffaele Di Pasquale

