Un recital potente e visionario con Monica Sarnelli protagonista: tra musica, teatro e denuncia sociale, le donne della canzone napoletana si riprendono la scena.

Lunedì 17 novembre alle ore 21, il Teatro Augusteo di Napoli ospiterà l’unica data partenopea dello spettacolo “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”, scritto da Federico Vacalebre e diretto da Carlo Cerciello, con protagonista assoluta Monica Sarnelli. Un ritorno atteso, in una versione completamente rinnovata, che celebra la donna nella canzone napoletana e ne denuncia le contraddizioni, con ironia, forza e passione.
Alle 17.30, nel foyer del teatro di Piazzetta Duca D’Aosta, si terrà un happening con aperitivo aperto alla stampa, ai fan e al pubblico, dove si parlerà delle novità che riguardano l’artista e il programma cult RitmiUrbani, di cui la Sarnelli è storica voce e volto.
Un recital contro il maschilismo musicale
Presentato da RitmiUrbani Network in sinergia con Lazzara Felice e Andreano Management, lo spettacolo è un recital antimisogino che smaschera il patriarcato culturale insito nella tradizione musicale napoletana. Monica Sarnelli, con la sua voce potente e la sua presenza scenica poliedrica, dà vita a un racconto al femminile che attraversa generazioni, generi e stereotipi.
Accanto a lei, l’attrice Cinzia Cordella, la pianista Cristina Massaro e un quartetto d’archi composto da Anna Rita Di Pace, Isabella Parmiciano, Tiziana Traverso e Monia Massa. Gli arrangiamenti musicali sono firmati da Pino Tafuto e Salvio Vassallo, mentre il disegno luci è di Andrea Iacopino e la regia video di Fabiana Fazio.

Canzoni, immagini e parole per raccontare le donne
Il cuore dello spettacolo è un intreccio di testi teatrali, canzoni e videoproiezioni. Insieme, raccontano Napoli e le sue donne: femmene, malafemmene, mamme, figlie, trans, sciantose. È un viaggio nella melodia perduta e patriarcale. Si apre con ironia e si chiude con una sorpresa: la traduzione in napoletano di “Marea” di Madame, diventata “Parea”. Questo brano, trasformato in dialetto, diventa un inno all’orgasmo femminile.
Sul palco, la Sarnelli si trasforma: sciantosa con giarrettiera di cuoio, Bammenella, primadonna postmoderna, ragazza in jeans e maglietta. Si cambia in scena, dietro un paravento, continuando a raccontare.
La sua voce, infatti, si intreccia con quella virtuale di artisti a lei cari — come Enzo Gragnaniello, Peppe Lanzetta e Fuliggine (Francesca Andreano) — dando vita, così, a un gioco scenico di sdoppiamenti tra teatro e schermo ad alta definizione, che arricchisce ulteriormente la narrazione.

Un repertorio che parla al presente
Di conseguenza, la scaletta dello spettacolo si costruisce attingendo ai due album “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”: il primo, pubblicato nel 2015, e il secondo, uscito di recente su tutte le principali piattaforme digitali. Insieme, questi lavori musicali offrono un repertorio ricco e coerente, perfettamente integrato nella narrazione teatrale.
Tra i brani: “Malafemmena” di Totò, “Nun Te Scurda’” degli Almamegretta, “Bammenella” di Viviani, “Donna” di Gragnaniello, “Ipocrisia” di Angela Luce, “Assaje” di Lina Sastri e Pino Daniele, “Voglia ‘E Turna’” di Teresa De Sio, “Preferisco il Novecento” di Ria Rosa, “Cerasella” di Gloria Christian, e tanti altri.
Gli arrangiamenti moderni fondono tradizione e innovazione: electro-swing, rap, tango digitale. In questo modo, lo spettacolo costruisce un ponte tra passato e futuro, riuscendo a coinvolgere anche le nuove generazioni. Inoltre, porta alla luce le storie di cantanti spesso dimenticate o, peggio ancora, schiacciate da un racconto tutto al maschile.

Monica Sarnelli: voce verace di Napoli
Monica Sarnelli è da oltre trent’anni una delle voci più autentiche della musica napoletana. Dalla sigla di “Un posto al sole” al progetto “Lazzare Felici”, passando per i tributi a Pino Daniele e le raccolte “Napoli@Colori”, ha saputo unire tradizione e modernità, impegno e leggerezza, con uno stile inconfondibile.
“Questo spettacolo nasce dal desiderio di raccontare le donne e di mettermi in gioco”, ha dichiarato la Sarnelli. “È un omaggio sincero, istintivo, che vuole far riflettere e liberare”.
Federico Vacalebre, autore del testo, aggiunge: “Nel 2015 la parola patriarcato non era ancora così attuale. Ma già allora volevamo dare voce alle donne cantate e alle cantanti, spesso relegate a ruoli marginali. Oggi, con Monica, quella voce è più forte che mai”.

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