Mozione n.14/13 di iniziativa dei Consiglieri E. Barbuto, E. Scutellà, V. Bruno: tutela sanitaria per i residenti del SIN di Crotone – Cassano – Cerchiara
La Mozione n.14/13^. di iniziativa dei Consiglieri E. BARBUTO, E. SCUTELLÀ, V. BRUNO recante: “Iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone – Cassano – Cerchiara” approda in Consiglio regionale come risposta a una delle emergenze ambientali e sanitarie più gravi del Mezzogiorno. Il Sito di Interesse Nazionale, istituito nel 2001 e perimetrato nel 2002, comprende quasi 2.400 ettari tra aree a mare e a terra, inglobando stabilimenti industriali dismessi, discariche, zone archeologiche e porzioni di territorio profondamente compromesse da decenni di attività produttive.
La relazione semestrale del Commissario Straordinario, pubblicata tra novembre 2024 e aprile 2025, ha confermato un quadro di contaminazione definito “di grave entità”, con rischi persistenti per l’ambiente e per la salute pubblica. Una diagnosi che non sorprende una comunità che convive da oltre quarant’anni con oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, compresi materiali contenenti TENORM, stoccati dentro e fuori le aree industriali.
Una bonifica lenta, ostacolata e segnata da ritardi
La mozione ricostruisce con precisione i ritardi accumulati negli anni, attribuendo a ENI Rewind una responsabilità diretta nell’aver rallentato l’avvio delle operazioni di bonifica, nonostante la sentenza del Tribunale di Milano del 2012 che l’aveva condannata a un risarcimento di oltre 70 milioni di euro. Le contestazioni riguardano, in particolare, il tentativo di sottrarsi all’obbligo di trasferire i rifiuti fuori dalla Calabria, come previsto dal decreto n. 7 del 3 marzo 2020, sostenendo l’assenza di discariche idonee in Italia e all’estero. Una tesi smentita nel novembre 2024, quando sono state individuate diverse destinazioni internazionali, tra cui la discarica di Kumla, in Svezia.
Il ritrovamento di materiali radioattivi durante gli scavi, avvenuto nel gennaio 2026, ha determinato una nuova sospensione delle attività. Una circostanza che, secondo alcune ipotesi richiamate nella mozione, potrebbe essere stata utilizzata per giustificare il conferimento dei rifiuti presso la discarica Sovreco, non autorizzata a ricevere materiali con specifici codici CER. La presenza di TENORM, tuttavia, era già stata documentata nel 2017 dal Laboratorio Fisico Ettore Majorana dell’ARPACal, che aveva rilevato anomalie radiometriche nelle carote estratte dalle aree ex Pertusola e dalle ex discariche.
La discussione in Aula l’8 giugno 2026
La Mozione n.14/13^. di iniziativa dei Consiglieri E. Barbuto, E. Scutellà, V. Bruno sarà discussa nella seduta del Consiglio regionale convocata per lunedì 8 giugno 2026 alle ore 11:30, un passaggio che assume un valore politico e istituzionale rilevante per l’intero territorio crotonese. L’approdo in Aula rappresenta infatti il momento in cui la vicenda, dopo anni di ritardi, contenziosi e allarmi sanitari, viene finalmente ricondotta al centro del dibattito pubblico e delle responsabilità della Regione Calabria.
Una comunità esposta, un rischio sanitario documentato
Il rapporto SENTIERI ha confermato un eccesso di rischio tumorale nelle aree SIN, collocando Crotone tra i territori più colpiti a livello nazionale. La Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nella relazione approvata il 17 dicembre 2025, ha ribadito la necessità di una sorveglianza epidemiologica permanente, richiamando le evidenze scientifiche dell’Istituto Superiore di Sanità e del CNR.
In questo contesto, la mozione evidenzia che i cittadini hanno convissuto con un cantiere di bonifica spesso fermo, privo di protezioni adeguate e potenzialmente pericoloso, mentre il vento sollevava polveri e scorie che raggiungevano la città.
Una condizione che ha alimentato sfiducia, preoccupazione e un senso di abbandono istituzionale.
Gli impegni richiesti alla Giunta regionale
La mozione chiede alla Giunta un cambio di passo netto, fondato su prevenzione, trasparenza e tutela della salute pubblica. Il primo punto riguarda il mantenimento del vincolo del PAUR 2019, che impone il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Calabria, insieme al divieto di apertura o ampliamento di discariche per rifiuti pericolosi nel territorio crotonese.
Il secondo impegno è l’istituzione di un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per tutti i residenti del SIN, con priorità per bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. Segue la richiesta di finanziare screening specifici per i metalli pesanti su un campione rappresentativo della popolazione crotonese, al fine di rilevare eventuali intossicazioni da arsenico, cadmio, mercurio, cromo, nichel, piombo, zinco e rame.
La mozione sollecita inoltre la piena operatività di un Registro tumori pubblico e consultabile, strumento indispensabile per mappare l’incidenza delle patologie e orientare la ricerca scientifica. Infine, si chiede di bloccare ogni impianto che possa aggravare il quadro sanitario locale e di subordinare ogni nuovo progetto industriale o infrastrutturale a una valutazione di impatto sanitario.
Un atto politico che restituisce centralità al diritto alla salute
La Mozione n.14/13^. di iniziativa dei Consiglieri E. Barbuto, E. Scutellà, V. Bruno si presenta come un atto di responsabilità verso un territorio che ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari. La prevenzione, in questo contesto, non è solo un dovere istituzionale: è un risarcimento morale per una comunità che attende da decenni risposte concrete e che oggi chiede, con forza, di non essere più lasciata sola.
