Foto: Campania Competitiva
Città della Scienza – Lasciano Riccardo Villari e Pina Tommasielli. Sullo sfondo debiti, tensioni con la Regione e il nodo dei fondi
Città della Scienza nel caos dopo le dimissioni
Città della Scienza nel caos dopo le dimissioni del presidente Riccardo Villari e della vicepresidente Pina Tommasielli. La decisione è stata comunicata alla Regione Campania attraverso una Pec dai toni pesanti, che lascia emergere uno scontro ormai aperto con la nuova gestione politica di Palazzo Santa Lucia guidata dal presidente Roberto Fico.
Riporta stylo24.t che sultavolo restano un debito da 20 milioni di euro, le contestazioni sulle ritenute fiscali non versate tra il 2019 e il 2022 e i dubbi sulla gestione interna della Fondazione Idis-Città della Scienza.
La Pec inviata alla Regione Campania
Nel documento inviato alla Regione, Villari e Tommasielli spiegano le ragioni dell’addio. “Abbiamo sempre operato anteponendo prioritariamente l’interesse della Fondazione e dei suoi lavoratori”.
Poi il passaggio più delicato: “Pur di fare fronte al pagamento dei salari e non disponendo dei fondi per versare tempestivamente le ritenute fiscali, siamo accusati di omesso integrale versamento”.
Le dimissioni vengono motivate anche con “situazioni maturate negli ultimi tempi che hanno generato condizioni che non possiamo condividere”.
Il debito da 20 milioni che soffoca la Fondazione
Da almeno dieci anni Città della Scienza convive con un’esposizione economica enorme. Il debito accumulato ammonta a circa 20 milioni di euro e continua a pesare sui bilanci della Fondazione.
Le entrate ordinarie arrivano principalmente da tre fonti: tre milioni stanziati dalla Regione Campania, un milione e mezzo dal Ministero dell’Università e gli incassi del museo Corporea, che registra circa 200mila ticket l’anno.
Secondo quanto emerge, però, queste risorse non sarebbero bastate a riequilibrare la situazione finanziaria.
Città della Scienza nel caos tra politica e gestione
Dietro le dimissioni si muove anche uno scontro politico. Riccardo Villari e Pina Tommasielli erano stati nominati nel 2019 durante la presidenza regionale di Vincenzo De Luca.
Con il cambio di governance a Palazzo Santa Lucia, i rapporti si sarebbero rapidamente deteriorati. Fonti vicine agli ormai ex vertici parlano di una mancata “copertura politica” da parte della nuova amministrazione regionale.
Il clima si sarebbe incrinato definitivamente negli ultimi sei mesi.
Le accuse sulle ritenute fiscali
Uno dei punti più delicati riguarda il mancato versamento delle ritenute fiscali negli anni più difficili per la Fondazione.
Secondo quanto trapela, sarebbe stato aperto un procedimento interno. Non è chiaro chi abbia sollevato formalmente il caso. Potrebbero essere stati alcuni lavoratori, preoccupati per la propria posizione contributiva, oppure tecnici regionali vicini agli uffici del governatore.
La vicenda ha contribuito a rendere esplosivi i rapporti tra Regione e governance della Fondazione.
Il doppio incarico di Riccardo Villari
Altro nodo finito sotto osservazione riguarda il doppio ruolo ricoperto da Riccardo Villari. Dal 2023 l’ex presidente ha assunto anche l’incarico di direttore generale della Fondazione Idis.
L’accorpamento delle due funzioni sarebbe stato considerato incompatibile dagli uffici regionali.
Secondo quanto sostenuto da ambienti vicini a Città della Scienza, però, Villari avrebbe ricevuto un’autorizzazione specifica da parte della Regione durante la gestione De Luca.
Il doppio incarico nacque dopo le dimissioni dell’ingegnere Massimo Ferdinando Francesco Cavaliere, passato alla Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Il ruolo della Regione nei finanziamenti
La Regione Campania resta l’azionista di maggioranza della Fondazione. Anche la nuova amministrazione guidata da Roberto Fico ha confermato i tre milioni destinati annualmente a Città della Scienza.
Tuttavia, secondo quanto emerge dalla Pec, sarebbero cambiati i criteri di utilizzo dei fondi. La nuova governance regionale avrebbe introdotto vincoli più rigidi sulle spese.
Proprio questo irrigidimento sarebbe tra le “situazioni aggiunte maturate” contestate dagli ormai ex vertici della Fondazione.
Città della Scienza – La ricostruzione attesa da tredici anni
Le dimissioni arrivano in un momento delicatissimo. A breve dovrebbero infatti partire i cantieri per la ricostruzione di Città della Scienza.
Il progetto esecutivo è pronto e in cassa ci sarebbero già 22 milioni di euro destinati all’intervento. La speranza, dentro e fuori la Fondazione, è che la crisi di governance non rallenti ulteriormente il piano.
Sono passati tredici anni dall’incendio che devastò il polo scientifico di Bagnoli.
Il nodo giuridico che blocca tutto
Sul fondo resta una questione tecnica che pesa da anni. In Regione non sarebbe mai stata chiarita definitivamente la natura giuridica di Città della Scienza.
Il nodo è decisivo: capire se la Fondazione debba essere considerata una semplice partecipata oppure una società controllata direttamente dalla Regione Campania.
Da questa differenza dipendono regole finanziarie, possibilità di intervento e margini di salvataggio economico.
