Il Napoli vive un momento delicato, particolare, se si vuole anche inaspettato. Una rosa costruita ad inizio anno per poter competere su più fronti si trova oggi a dover soffrire per i tanti, troppi infortuni, le assenze forzate di una stagione disgraziata, caratterizzata probabilmente da scelte di mercato anche infelici ed errori di preparazione che stanno rovinando una stagione che per il Napoli nasceva con ben tre prospettive.
Napoli, Europa lontana ma non impossibile…
Il Napoli visto ieri fa rabbia, al di là delle innumerevoli e reali attenuanti che sarebbe ingiusto non riconoscere ad una squadra che, ormai, da mesi può di fatti avvalersi dei soliti pochi uomini che, a ritmi incessanti, lottano senza ricambi, senza la possibilità di rifiatare un po, a rischio continuo e perpetuo di infortuni. Un Napoli lento nella manovra e con poche bocche di fuoco che, però, colpevolmente, non riesci a stare più sul pezzo per novanta minuti. Incredibili e lunghe pause, superficialità e disattenzioni che rendono complicato trovare giustificazioni esaustive. inaccettabili distrazioni, come affermato da McTominay, che non trovano ragioni e che portano ad elaborare giudizi negativi anche su giocatori che mai avevano disatteso le aspettative, quantomeno a livello di impegno profuso nel campo, vedi Buongiorno ed anche il capitano Di Lorenzo.
Napoli, un mercato fallimentare
Un responsabile finale per questo mercato quasi completamente fallimentare deve essere individuato. Infortuni ed assenze forzate non possono attenuare la responsabilità di chi ha guidato un mercato estivo portentoso e dispendioso rivelatosi ben al di sotto delle aspettative di inizio stagione. Lucca e Lang completamente avulsi da gioco e progetto tecnico, unitamente a Beukema, Marianucci, Gutierrez mai difatti inseriti e pronti quando sono stati chiamati da Conte. Uniche note liete, De Bruyne, Elmas e Milinkovic-Savic, inseriti in pianta stabile nell’undici titolare e, nel caso del campione belga, fermato solo dalla sfortuna. Scelte sbagliate ed operazioni dispendiose a cui attribuire immediatamente un responsabile e se possibile porre rimedio.
Fondamentale intervenire sul mercato di gennaio…
Mai come in questa stagione il Napoli ha necessità di intervenire sul mercato di riparazione in maniera convincente e netta senza commettere errori. Purtroppo, se guardiamo alle precedenti stagioni. La sessione invernale del mercato non ha mai visto il Napoli protagonista. Esempio è stata la stagione passata quando proprio per via della sessione invernale del calciomercato si incrinò il rapporto personale di fiducia tra presidente e Antonio Conte. Il Napoli quindi deve intervenire, cedendo bene Lucca e Lang e rinforzando qualitativamente quantitativamente i reparti, in particolar modo il centrocampo. Tanti nomi che si fanno, pochi quelli realmente concreti anche per via dell’ennesimo ostacolo da affrontare per la compagine partenopea, ossia la questione delicata del blocco del mercato che presuppone un mercato limitato, nonostante l’enormi riserve che sono in cassa azzurra.
Napoli, mercato bloccato: ma cosa sta succedendo davvero ?
Il Napoli sta vivendo una fase delicata sul fronte del calciomercato, non per mancanza di liquidità ma a causa delle restrizioni imposte dalla FIGC sui parametri economico-finanziari. Il club azzurro, infatti, ha superato la soglia prevista dal rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi, indice che deve restare entro limiti precisi per consentire operazioni in entrata senza vincoli. La conseguenza non è un divieto assoluto di tesserare nuovi calciatori, ma un mercato “a saldo zero”: il Napoli può acquistare solo dopo aver ceduto, reinvestendo esclusivamente quanto incassato. Una limitazione che sta incidendo in modo significativo sulla programmazione sportiva, rallentando o bloccando diverse trattative.
La situazione ha generato tensioni istituzionali
La Lega Serie A ha provato a spingere per una modifica dei criteri di valutazione, includendo anche la liquidità disponibile nei conti dei club, ma la decisione finale spetta al Consiglio Federale FIGC, che finora non ha concesso deroghe immediate. Il caso Napoli riapre il dibattito sulla rigidità delle regole di sostenibilità: da un lato la necessità di garantire equilibrio finanziario al sistema, dall’altro il rischio di penalizzare società considerate virtuose sul piano patrimoniale. In attesa di sviluppi normativi, il club di De Laurentiis resta costretto a muoversi con grande prudenza sul mercato.
