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Olympus Ars Awards: la visione di Francesca Callipari tra corpo, luce e rinascita
Al Museo d’Arte e Scienza di Milano, a pochi passi dal Castello Sforzesco, si è tenuta la prima edizione degli Olympus Ars Awards, un premio dedicato alla valorizzazione del talento di artisti contemporanei italiani e internazionali. Ai microfoni di GBT Magazine, la curatrice e critica d’arte Francesca Callipari ha raccontato la filosofia che anima questa nuova iniziativa culturale.
“Siamo all’interno del Museo d’Arte e Scienza di Milano, una location splendida che ospita una collezione permanente di arte buddhista e africana”, spiega Callipari. “All’interno di questo spazio si tengono anche mostre dedicate all’arte contemporanea, e questa sera presentiamo l’Olympus Ars Awards, un premio alla sua prima edizione che vuole valorizzare il talento di artisti contemporanei italiani e stranieri”.
Il bando, aperto a dicembre, ha riscosso un successo notevole: oltre 134 candidature, dalle quali sono stati selezionati 30 vincitori per la sezione arti visive e 10 per la sezione poesia. Le opere in concorso ruotano attorno a quattro grandi tematiche: il corpo, la luce, la rinascita e l’amore.
“Gli artisti e gli autori hanno dovuto dedicare le loro opere a questi temi”, racconta la curatrice. “Abbiamo pensato all’amore anche in vista di San Valentino, ma soprattutto perché è strettamente connesso alla rigenerazione e alla rinascita”.
Uno degli aspetti più originali della mostra è il parallelismo tra artista e atleta, un confronto che Callipari sente particolarmente vicino: “Siamo abituati a vedere l’artista come un creatore che dà sfogo alla propria creatività e alle proprie emozioni, ma non siamo abituati a vederlo come vediamo l’atleta: qualcuno che soffre, che fatica per raggiungere il suo obiettivo. È un confronto a cui tengo molto, perché mostra quanto lavoro ci sia dietro”.
Il percorso espositivo si sviluppa come un viaggio nell’arte esistenziale, dove ogni tema si intreccia con la vita e con l’esperienza personale degli artisti. “L’arte parla della vita, quindi è strettamente connessa a questi mondi”, afferma Callipari. “Si parte dal corpo, dalla fatica e dal raggiungimento di uno stato interiore che porta alla rigenerazione. Poi c’è la ricerca della luce, che attraverso l’arte ognuno riesce a trovare a modo suo. E infine l’amore: un amore universale, che può essere passione per l’arte, amore verso qualcuno, verso la natura, e così via”.
La mostra è visitabile fino al 20 febbraio presso il Museo d’Arte e Scienza, in via Quintino Sella a Milano. “Mi raccomando, venite”, conclude la curatrice con un sorriso.

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