La Consigliera Rosellina Madeo accoglie positivamente l’apertura del percorso per il nuovo Piano Regionale Sociale 2027‑2029, annunciata poche ore dopo la sua interrogazione.
La Consigliera regionale Rosellina Madeo accoglie con soddisfazione la notizia, diffusa oggi dai media, dell’avvio ufficiale del percorso di costruzione del nuovo Piano Regionale Sociale 2027‑2029. Una notizia che arriva a poche ore di distanza dall’interrogazione che la stessa Madeo aveva depositato ieri, proprio per sollecitare la Regione a intervenire su uno stallo che durava da troppo tempo.
Eppur si muove: apprendo dai media l’apertura del percorso
Madeo ricorda che il Piano Regionale Sociale era ancora fermo al programma del 2022, nonostante rappresenti lo strumento fondamentale per programmare interventi e servizi destinati alle fasce più deboli. La Consigliera aveva chiesto chiarimenti sullo stato dell’iter e sulle misure necessarie per evitare che gli Ambiti territoriali sociali continuassero a lavorare sulla base del solo fabbisogno storico, senza la possibilità di adeguare annualmente obiettivi e servizi alle risorse effettivamente assegnate.
Oggi, la notizia dell’avvio del nuovo percorso di costruzione arriva come una risposta immediata alle sollecitazioni dell’Opposizione.
Sollevata che la Regione abbia preso atto della mancanza
Madeo si dice sollevata che la Regione abbia riconosciuto la necessità di aggiornare la programmazione e abbia annunciato l’avvio dei lavori. Una scelta che, sottolinea, non mette in discussione l’attenzione dell’assessore al Welfare verso gli ultimi, ma che conferma quanto anche l’Opposizione abbia a cuore la tutela delle fasce più fragili.
La Consigliera ribadisce che la richiesta di chiarimenti nasceva proprio dalla volontà di capire a che punto fossero le cose e di garantire che gli ATS potessero operare con strumenti adeguati e aggiornati.
Madeo accoglie positivamente la risposta sollecita e la comunicazione dell’immediato avvio del percorso. Annuncia inoltre che sarà presente alla presentazione del nuovo Piano Regionale Sociale, “perché amiamo i fatti più degli annunci”.
Una riflessione personale
La politica, quando funziona, è anche questo: un’interrogazione che diventa stimolo, un confronto che produce movimento, un’azione che genera un risultato concreto. Il Piano Regionale Sociale non è un documento burocratico, ma la cornice entro cui si decide come prendersi cura delle persone più fragili. Vederlo finalmente ripartire significa restituire centralità a chi spesso non ha voce, e ricordare che la programmazione non è un dettaglio tecnico, ma un atto di responsabilità verso l’intera comunità.
