© Anastasia Marrapodi
Dai beni confiscati alla mafia a un centro modello per accoglienza e integrazione: il Progetto Inclusione Rosarno diventa un riferimento europeo.
Un territorio segnato per anni da marginalità, sfruttamento e degrado può rinascere. Può farlo attraverso la legalità, la solidarietà e una visione istituzionale capace di trasformare le fragilità in opportunità. È ciò che sta accadendo a Rosarno, dove il Progetto Inclusione Rosarno sta diventando un riferimento europeo nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione.
Al centro di questa esperienza virtuosa ci sono i beni confiscati alla criminalità organizzata: immobili sottratti alla mafia e restituiti alla collettività, oggi cuore pulsante di un percorso che unisce dignità, diritti e sviluppo sociale.
Un modello che parla all’Europa
A riconoscerne il valore è l’europarlamentare Giusi Princi, che definisce l’esperienza rosarnese “un modello da portare in tutta Europa contro ogni forma di discriminazione”. Secondo Princi, la Calabria sta dimostrando di poter essere capitale dell’accoglienza, grazie al lavoro del Centro di Solidarietà di Rosarno, ospitato proprio negli immobili confiscati e trasformati in spazi di vita, formazione e integrazione.
“Per anni i migranti sono stati costretti a vivere ai margini, nelle baraccopoli, senza diritti né dignità”, ricorda Princi. “Oggi, grazie all’impegno del sindaco Giuseppe Cutrì, della Regione Calabria, della Prefettura e delle istituzioni tutte, esiste un modello concreto di inclusione che rappresenta un esempio virtuoso e un’ispirazione per l’Europa”.
Da 90 a 200 posti: un’accoglienza che cresce
Attualmente il centro ospita circa 90 migranti, ma i lavori di ampliamento permetteranno di raggiungere 200 posti, rafforzando ulteriormente la capacità di accoglienza del territorio. Non si tratta solo di numeri: è un investimento sulla dignità delle persone e sulla possibilità di costruire comunità più coese e resilienti.
Il valore politico e sociale del progetto
Anche l’onorevole Francesco Cannizzaro ha voluto sottolineare la portata dell’iniziativa: “Sono grato all’onorevole Giusi Princi per aver reso possibile la nascita di un progetto di questo livello, che offre alla Calabria l’opportunità di farsi conoscere in Europa per ciò che di positivo sa esprimere”.
Cannizzaro evidenzia come parlare di integrazione nel Sud abbia un significato particolare: “Qualche anno fa sarebbe stato solo un sogno. Oggi siamo qui a raccontare che in Calabria esiste un modello concreto di accoglienza e inclusione che altre città e Paesi europei dovrebbero emulare”.
Una nuova narrazione per il Sud
Il Progetto Inclusione Rosarno dimostra che il Sud può essere protagonista di una nuova narrazione europea: una narrazione fondata sui diritti, sulla dignità della persona, sulla capacità delle istituzioni di fare rete e trasformare il territorio.
Legalità, solidarietà e visione: sono questi gli ingredienti che stanno rendendo Rosarno un laboratorio sociale capace di ispirare l’Europa. Un esempio di come il cambiamento sia possibile quando la comunità si riconosce in un progetto comune e sceglie di costruire futuro invece di subirlo.
