Protocollo Europa in classe: l’Italia presenta un modello educativo da portare in Europa
Il nuovo Protocollo dedicato al progetto Europa in classe, promosso dall’europarlamentare calabrese Giusi Princi, segna un passaggio decisivo nella costruzione di un modello strutturato di educazione alla cittadinanza europea. Un percorso nato da una visione pedagogica maturata negli anni e oggi riconosciuto come esperienza pilota a livello nazionale.
La firma è avvenuta al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio, alla presenza delle più alte cariche istituzionali e di oltre quattrocento studenti della nascente rete scolastica marchigiana. L’Istituto “C. Urbani” ha coordinato un’alleanza educativa che unisce le province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno.
Un Protocollo che inaugura un modello nazionale
Il Protocollo, sottoscritto dai dirigenti scolastici delle tre province e dal Prefetto Edoardo D’Alascio insieme all’onorevole Princi, introduce un percorso biennale rivolto agli studenti dagli 8 ai 18 anni, con un curricolo dedicato alla cittadinanza europea.
Italia pioniera di un modello progettuale di cittadinanza europea, afferma l’onorevole Princi, evidenziando la portata innovativa dell’accordo.
Il documento definisce un impianto metodologico che integra videolezioni, approfondimenti normativi, incontri con esperti e un prodotto finale che gli studenti presenteranno al Parlamento europeo.
La visione educativa che ha generato il Protocollo
L’onorevole Princi ha ideato la rubrica Europa in classe, da cui ha preso forma il nuovo Protocollo.
Sono orgogliosa che la rubrica da me ideata abbia dato input a questo importante percorso, primo esempio strutturato di cittadinanza europea nelle scuole, dichiara.
Il progetto si sviluppa all’interno di un ecosistema formativo di eccellenza che coinvolge Università di Macerata, Europe Direct, enti locali, province e Regione Marche.
Una rete che si avvale di partner di assoluto rilievo e che si inserisce in un contesto eccellente, sottolinea Princi.
Un Protocollo da replicare in tutta l’Unione Europea
L’ambizione del Protocollo è chiara: diventare un modello replicabile in tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Un modello da presentare in Europa e da replicare in tutti i Paesi dell’UE come pilastro formativo di un patrimonio valoriale comune, afferma l’europarlamentare.
Il progetto mira a costruire una coscienza civica europea che parta dalla scuola, luogo in cui si formano identità, senso di appartenenza e responsabilità collettiva.
Il riconoscimento alle comunità scolastiche
Durante l’evento, l’onorevole Princi ha espresso gratitudine verso chi ha reso possibile la firma del Protocollo.
I miei complimenti alla dirigente scolastica Laura D’Ignazi, a tutti i dirigenti della rete e a tutti i docenti coinvolti.
Agli studenti, protagonisti del percorso, ha dedicato parole di incoraggiamento:
Bravissimi studenti!
La scuola come orgoglio nazionale
Il clima dell’incontro ha confermato la qualità del lavoro svolto dalle scuole coinvolte.
Ho respirato qualità ed eccellenza formativa. È questa la scuola che ci rende fieri ed orgogliosi di essere italiani, conclude Princi.
Il nuovo Protocollo Europa in classe rappresenta un salto di qualità: da intuizione educativa a modello istituzionale, da esperienza territoriale a possibile architettura europea. Un percorso che nasce in Calabria, cresce nelle Marche e guarda all’Europa, con un messaggio forte: la cittadinanza europea si costruisce attraverso la scuola, con visione, metodo e responsabilità condivisa.
