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Il No avanti con un margine che le prime proiezioni definiscono già incolmabile, mentre lo spoglio conferma la tendenza emersa dagli exit poll e restituisce un Paese attento e diviso sulla riforma della giustizia.
Il Referendum sulla Giustizia si avvia verso una prevalenza del No, con un margine che le prime proiezioni definiscono già “incolmabile”. Le urne si sono chiuse alle 15 e lo spoglio, ancora in corso, restituisce un quadro chiaro: secondo i dati disponibili sul portale Eligendo, il No supera il 54%, mentre il Sì si attesta intorno al 45%. Una distanza che, per gli analisti di YouTrend, difficilmente potrà essere recuperata.
L’affluenza nazionale si è fermata al 58,5%, con forti differenze territoriali. In Calabria ha votato circa il 48% degli aventi diritto, confermando una partecipazione più bassa rispetto alla media italiana.
Gli exit poll: una convergenza rara
Il primo segnale della tendenza è arrivato dagli exit poll diffusi subito dopo la chiusura dei seggi. SWG per La7 ha indicato un vantaggio del No compreso tra il 49 e il 53%, mentre Opinio-Rai ha restituito una forbice identica. Sky TG24 ha registrato un No al 51,5% e un Sì al 48,5%. Anche Mediaset, con il suo primo exit poll, ha confermato la stessa dinamica. Una convergenza insolita, che ha anticipato ciò che i dati reali stanno ora consolidando.
Una riforma che tocca il cuore dell’ordinamento giudiziario
Gli elettori sono stati chiamati a esprimersi su una riforma costituzionale che interviene sugli articoli 104 e 105 della Costituzione, ridefinendo l’assetto del Consiglio Superiore della Magistratura e introducendo modifiche di coordinamento agli articoli 87, 102, 106, 107 e 110. Una revisione profonda, che incide sulla separazione delle carriere, sull’istituzione di un’Alta Corte disciplinare e sui rapporti tra poteri dello Stato.
Le dimissioni di Parodi e il clima politico
La giornata è stata segnata anche dalle dimissioni di Cesare Parodi, presidente dell’Associazione nazionale magistrati, annunciate per “motivi personali” proprio mentre si apriva la fase più delicata dello spoglio. Un gesto che ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione a una consultazione già carica di significati istituzionali.
Un Paese che si esprime con intensità
Con il procedere dello scrutinio, il quadro si fa sempre più definito: il No appare destinato a prevalere, mentre il Sì riconosce la difficoltà di recuperare terreno. Resta un Paese che si è espresso con partecipazione e intensità, confermando quanto la giustizia sia percepita come un tema cruciale, capace di mobilitare opinioni, appartenenze e visioni del futuro istituzionale.
