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Il ricordo di un imprenditore visionario che ha legato il suo nome al calcio e alla città di Firenze
La Fiorentina ha annunciato con profondo cordoglio la morte del suo presidente, Rocco B. Commisso, scomparso a 76 anni dopo una lunga malattia. La notizia è stata diffusa attraverso un comunicato ufficiale della società viola, accompagnato dal messaggio della famiglia: la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina.
“Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa”, si legge nella nota. Parole che restituiscono l’immagine di un uomo percepito come guida, esempio e presenza costante, nella famiglia come nel lavoro.
Un legame profondo con Firenze e la Fiorentina
Per Commisso, la Fiorentina non è stata soltanto un investimento sportivo, ma un’autentica passione. «Il suo amore per la Fiorentina è stata la cosa più bella che si è regalato», scrive il club, ricordando le giornate trascorse con i giovani del settore giovanile, sempre con una carezza e un sorriso.
Arrivato alla guida del club nel giugno 2019, Commisso ha vissuto sette anni intensi, segnati da un rapporto diretto con i tifosi, da investimenti strutturali e da un impegno costante, mantenuto fino agli ultimi giorni.
Dalle radici calabresi al sogno americano
Nato a Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, Commisso emigrò negli Stati Uniti a 12 anni per raggiungere il padre. Una storia di riscatto e determinazione, che lo ha portato a diventare uno degli imprenditori più influenti nel settore delle telecomunicazioni.
La sua carriera iniziò nello stabilimento Pfizer di Brooklyn, per poi proseguire nel mondo finanziario: prima alla Chase Manhattan Bank, poi alla Royal Bank of Canada, dove guidò le attività di finanziamento per media e comunicazioni.
L’ascesa imprenditoriale: la nascita di Mediacom
Nel 1986 entrò in Cablevision Industries Corporation come vicepresidente esecutivo e direttore finanziario, contribuendo alla crescita dell’azienda fino alla fusione con Time Warner.
Il passo decisivo arrivò nel 1995, quando fondò Mediacom con l’obiettivo di portare servizi via cavo nelle comunità meno servite degli Stati Uniti. Sotto la sua guida:
- Mediacom divenne il quinto operatore via cavo del Paese
- raggiunse oltre 3 milioni di clienti in 22 Stati
- fu quotata in borsa nel 2000
- tornò privata nel 2011, interamente controllata dalla famiglia Commisso
Il suo percorso gli valse numerosi riconoscimenti, tra cui l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, la Ellis Island Medal of Honor e il prestigioso Vanguard Award for Distinguished Leadership.
Il calcio come passione di una vita
Il calcio è stato il filo rosso della sua storia personale. Nel 2017 acquistò la quota di maggioranza dei New York Cosmos, salvando il club dal fallimento. Due anni dopo, nel 2019, rilevò la Fiorentina per una cifra stimata tra 150 e 170 milioni di dollari.
Il suo approccio diretto, la volontà di investire nelle strutture e la vicinanza ai tifosi hanno segnato profondamente il suo mandato.
Una vita familiare solida
Sposato da 50 anni con Catherine, padre di due figli, Commisso viveva a Saddle River, nel New Jersey. La famiglia lo ricorda come un uomo «leale, fedele, severo e amabile», capace di unire dolcezza e determinazione.
L’eredità di Rocco Commisso
La scomparsa di Rocco Commisso lascia un vuoto nel mondo del calcio e dell’imprenditoria. La sua storia incarna il sogno americano, ma anche il legame profondo con le sue origini italiane e con Firenze, città che aveva imparato ad amare e che ora lo piange.
Il suo lascito è quello di un uomo che ha costruito, innovato, rischiato e creduto. Un presidente che ha vissuto la Fiorentina come una famiglia e che ha portato nel calcio la stessa energia che lo aveva guidato negli affari.

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