
Le parole del ds Giancarlo Romairone hanno fotografato con chiarezza il momento della Reggina e ha parlato di una rosa da completare, di due attaccanti da inserire, di un difensore importante da prendere e della volontà di costruire una squadra con due giocatori per ruolo.
Ma, arrivati a questo punto, una cosa va detta senza troppi giri di parole la pazienza sta finendo.
Costruire una squadra partendo da zero e completarla per il 70% non era semplice e nessuno pretendeva che tutto fosse risolto in pochi giorni.
Il lavoro, le trattative con giocatori ancora sotto contratto e le dinamiche del mercato richiedono tempo e sappiamo che è difficile per un calciatore importante scendere di categoria ma il tempo, adesso, deve trasformarsi in decisioni.
Entro il 30 agosto la squadra deve essere pronta almeno all’85/90%
La Reggina non può arrivare agli ultimi giorni di mercato ancora con dubbi pesanti in organico. L’obiettivo dichiarato è vincere il campionato per salire in serie C e, per inseguire questo traguardo, la rosa deve essere completata e non iniziare con il piede sbagliati.
Romairone ha parlato di una rosa di 24-25 giocatori e di due elementi per ruolo ciò è un progetto condivisibile, ma proprio per questo bisogna accelerare.
Non si tratta di prendere giocatori tanto per riempire una casella ma bisogna individuare gli elementi giusti, quelli capaci di alzare realmente il livello della squadra e avere una sana competitività in rosa.
Gli attaccanti? Almeno uno serve subito
Il reparto che più di tutti necessita di un’accelerazione è l’attacco.
Lo stesso Romairone ha parlato chiaramente della necessità di inserire due punte.
Ecco, su questo punto non ci sono più molti margini per aspettare.
Le trattative possono essere complicate, i giocatori possono essere sotto contratto dai club di serie C e il mercato può riservare opportunità inattese.
Ma la Reggina deve avere i suoi attaccanti il prima possibile non si può costruire una squadra ambiziosa lasciando per ultimo il reparto che dovrà trasformare il gioco in gol, anno scorso la reggina ha segnato poco e il suo bomber fece 8 goal e abbiamo visto che non bastano.
Se l’obiettivo è vincere il campionato, come dichiarato dalla società, gli attaccanti devono arrivare urgentemente perché al momento ci sono soltanto seconde punte e in un attacco a due ci vuole una punta fissa, capace di segnare goal a raffica.
Insomma, serve pure un bomber per vincere in campionato, non solo una difesa che non concede goal.
La pazienza è finita, adesso però servono i fatti.
«Dobbiamo essere pazienti», ha detto Romairone. È una frase comprensibile, soprattutto considerando il lavoro che la nuova società ha dovuto affrontare.
Ma la pazienza, nel calcio, non può diventare un alibi.
La prima fase del mercato poteva essere quella dell’attesa, dello studio e della valutazione. Ora deve iniziare quella delle scelte definitive.
La Reggina ha una proprietà importante, un progetto ambizioso e una piazza che chiede una squadra all’altezza.
Tutto questo comporta anche delle responsabilità. Adesso servono fatti, non soltanto buone intenzioni.
Sant’Agata, il settore giovanile deve diventare una priorità
C’è poi un altro passaggio delle parole di Romairone che merita particolare attenzione: quello sul settore giovanile.
È vero, oggi la priorità è la Prima Squadra.
È normale che il direttore sia concentrato sulla costruzione della formazione che dovrà affrontare il campionato.
Ma la nuova Reggina non può limitarsi alla prima squadra.
Il Sant’Agata rappresenta una risorsa enorme e deve tornare a essere uno dei pilastri del progetto.
Se davvero verranno rifatti i campi e la foresteria, allora bisogna guardare oltre l’immediato che si intervenga subito.
La nuova Reggina deve puntare fortemente sul settore giovanile.
Non soltanto per una questione economica o per avere Under da utilizzare in Serie D, ma per costruire nel tempo una propria identità.
Formare ragazzi, portarli in prima squadra, creare valore e dare alla città la possibilità di riconoscersi nei propri giovani deve diventare una componente fondamentale del progetto, come lo era ai tempi d’oro.
La Reggina deve puntare ad avere lo zoccolo duro dei figli del Sant’Agata e deve tutelare i suoi baby talenti, come i vari Ceravolo, Ragusa, i fratelli Viola, Missiroli, ecc.
Una squadra che deve avere fame
Forse è proprio questa la frase più importante dell’intervento di Romairone: «Noi cerchiamo quelli che vogliono gioire con noi».
È questo lo spirito che deve avere la nuova Reggina. Servono giocatori che non vengano a Reggio Calabria semplicemente per giocare 30 partite, ma che abbiano la fame di arrivare fino in fondo.
La società ha fatto capire di voler costruire una squadra competitiva. Il direttore dice di non dormire la notte perché vuole completarla e fare felice il mister.
Bene.
Ora quella voglia deve trasformarsi in operazioni concrete.
Entro il 30 agosto la Reggina deve avere una rosa almeno ¾ completa, gli attaccanti devono arrivare e il progetto sul settore giovanile deve diventare una priorità.
La fase della pazienza è passata.
Adesso è arrivato il momento di fare i fatti.
21/8/2026
A cura di Vincenzo Gallo
