Fonte foto: on. Princi
Salute mentale come responsabilità pubblica: l’onorevole Giusi Princi richiama l’Europa a un impegno stabile per proteggere i giovani e trasformare la prevenzione in una politica strutturale.
Maggio è il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale, un tempo simbolico che diventa anche un dovere civile: guardare ciò che spesso resta invisibile, riconoscere le fragilità che attraversano le nuove generazioni e trasformare la consapevolezza in politiche strutturali. È in questo solco che si inserisce il messaggio dell’europarlamentare Giusi Princi, che richiama l’Europa e l’Italia a un cambio di passo culturale e istituzionale.
Un’emergenza silenziosa che riguarda un’intera generazione
I dati sono drammatici e non consentono distanze emotive. “Un’adolescenza europea su quattro convive oggi con un problema di salute mentale e il suicidio è la prima causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni”, afferma Princi. Numeri che non sono statistiche astratte, ma storie interrotte, vite che chiedono ascolto, famiglie che cercano risposte.
Le fragilità non si manifestano sempre in modo evidente. “Solo ipsisme, isolamento digitale, disturbi alimentari e ansia sono le forme concrete in cui si manifestano fragilità che troppo spesso restano nascoste dietro uno schermo, dietro un sorriso, dietro il silenzio”, prosegue l’europarlamentare. È la fotografia di un disagio che cresce in profondità, spesso senza trovare spazi sicuri in cui emergere.
La salute mentale come priorità strutturale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che la salute è un equilibrio tra dimensione fisica, psicologica e sociale. Eppure, osserva Princi, “continuiamo a trattare il disagio mentale come un’emergenza anziché come una priorità strutturale”. Il risultato è un sistema che interviene tardi, quando i segnali erano già presenti, “leggibili se solo avessimo saputo o voluto guardarli”.
Rendere centrali i giovani significa allora riconoscere che la salute psicologica è parte integrante della salute complessiva, non un capitolo accessorio né un tema da affrontare solo nei momenti di crisi.
Il modello calabrese come buona pratica europea
Nel suo impegno istituzionale, Princi annuncia una direzione chiara: “Lavorerò in Europa perché questa diventi una priorità stabile, portando anche come buona pratica il modello calabrese: lo psicologo in tutte le scuole di primo e secondo grado”. Un presidio quotidiano, non episodico, capace di intercettare il disagio, accompagnare gli studenti, sostenere le famiglie e costruire una cultura della prevenzione.
Garantire futuro ai giovani, sottolinea, “significa prima di tutto garantirne la cura, e una società che cura i suoi giovani sceglie di custodire se stessa”.
Una visione che chiama in causa tutti
Il messaggio dell’europarlamentare Princi non è solo un appello politico, ma un invito collettivo: riconoscere che la salute mentale è un bene comune, che riguarda scuole, famiglie, istituzioni, comunità. Che nessun ragazzo deve sentirsi solo, invisibile o inascoltato.
