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Sanità calabrese, criticità e prospettive: a Locri il confronto promosso da Fratelli d’Italia
La sanità calabrese torna al centro del dibattito politico nell’incontro organizzato da Fratelli d’Italia a Palazzo Nieddu del Rio, a Locri. Un appuntamento molto partecipato che ha riunito dirigenti sanitari, amministratori e rappresentanti istituzionali per analizzare criticità, interventi in corso e prospettive future del sistema sanitario regionale. Tra gli interventi, quelli della consigliera regionale Daniela Iiriti, del capogruppo di FdI Angelo Brutto e della direttrice sanitaria dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia.
Iiriti: “La sanità calabrese è il tema dei temi”
La consigliera regionale Daniela Iiriti ha definito la sanità calabrese “il tema dei temi”, ricordando le recenti criticità che hanno interessato diversi presidi del territorio. “Siamo attentissimi a questo tema, che riguarda tutti i cittadini. Eravamo a ridosso di una crisi che aveva riguardato Polistena e che, per effetto domino, avrebbe potuto colpire anche Melito e Locri. Si è fatto fronte comune, attivando una sinergia tra politica e dirigenza sanitaria, in particolare con la dottoressa Di Furia. Da questo confronto è nata una legge ponte regionale che ha consentito la contrattualizzazione dei medici già in quiescenza”.
Iiriti ha poi richiamato la necessità di un intervento strutturale: “Siamo ripartiti con il bando per gli infermieri, ma serve un piano assunzionale serio per colmare le gravi carenze organiche. Fratelli d’Italia sarà presente e lavorerà per tutelare il diritto alla salute, un diritto fondamentale per tutti i cittadini”.
Nel pomeriggio, la consigliera parteciperà anche all’incontro dedicato alla giustizia e al referendum: “La separazione delle carriere è essenziale per garantire la reale terzietà del giudice giudicante. Faremo valere le ragioni del sì: riformare una giustizia che non funziona è fondamentale, perché incide sulla vita non solo di chi subisce il danno, ma anche dei familiari che gli stanno accanto”.
Brutto: “Superare l’emergenza e programmare il futuro della sanità calabrese”
Il capogruppo di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Sanità, Angelo Brutto, ha posto l’accento sulla necessità di archiviare le soluzioni temporanee per avviare una programmazione stabile del personale sanitario. “È solo una misura d’emergenza, che verrà perfezionata con la conversione in legge del Milleproroghe. Il nostro obiettivo non è escogitare rimedi estemporanei, ma programmare un reclutamento ordinario ed efficace di medici e di tutte le professioni sanitarie”.
Brutto ha ricordato le assunzioni già avviate: “Sono previste 349 assunzioni di infermieri, con bandi aperti sia per il concorso sia per la mobilità. Trattenere e attrarre personale sanitario in Calabria è una priorità assoluta”.
Il nodo principale, secondo Brutto, non è economico: “Il problema non è salariale, ma legato alle difficoltà operative. Lavorare in Calabria è più complesso rispetto ad altre regioni, ma vogliamo creare le condizioni affinché chi si forma o vince un concorso qui possa costruire il futuro della sanità calabrese”.
Sul tema dei medici gettonisti: “Non efficienta il sistema sanitario, anzi crea incrostazioni. Stiamo lavorando per eliminarle e per tornare a un reclutamento ordinario di personale stabile”.
Infine, un passaggio sugli ospedali di nuova costruzione: “Le opere sono finalmente in fase di avanzamento, con almeno due strutture che entreranno nell’immediatezza nella fase operativa”.
Di Furia: “La sanità calabrese non è l’ultima ruota del carro”
La direttrice sanitaria dell’Asp di Reggio Calabria, Lucia Di Furia, ha delineato un quadro complesso ma in evoluzione, tra lavori in corso, riforme e nuove progettualità.
Sul fronte ospedaliero, ha ricordato:
- i lavori in corso per il pronto soccorso di Locri;
- il completamento della struttura della Greca;
- l’imminente inaugurazione della nuova sala operatoria.
“Per quanto di mia competenza, ho chiesto e ottenuto l’ok dei Vigili del Fuoco”.
Ampio spazio è stato dedicato alla sanità territoriale, con case e ospedali di comunità in fase di sviluppo. Gerace risulta al momento il più avanzato. Sulle riforme: “Per esprimere giudizi bisogna vedere cosa c’è scritto nelle riforme. Finora ho sentito solo parole. Se ci verrà chiesto un contributo, lo daremo”.
Sul 118: “Medici, infermieri e operatori sociosanitari mancano ancora, ma siamo partiti da una condizione molto diversa e oggi siamo in un’altra”.
Ha ricordato il percorso di transizione verso Azienda Zero, che coinvolge personale, mezzi, farmaci e infrastrutture, e la creazione di gruppi di lavoro tematici.
Sulle ambulanze senza medico: “È una situazione diffusa in tutta Italia. Se l’infermiere è formato e sa cosa deve fare, non è questo il vero problema”.
A supporto, ha citato i dati Agenas: tra il 2022 e il 2024 l’Asp ha registrato una crescita del 4% sul territorio.
Infine, un focus sulla sicurezza nelle guardie mediche: “Stiamo lavorando a un pulsante di emergenza che possa attivare i soccorsi o le forze dell’ordine. È una soluzione che tutela gli operatori anche durante le visite domiciliari”.
E un messaggio conclusivo: “La nostra sanità deve crescere ancora, ma non siamo l’ultima ruota del carro”.
