Neanche il tempo di piangere la scomparsa di Peppino di Capri che arriva come un fulmine a ciel sereno quello della scomparsa di Paolo Raffone, il cui nome è indissolubilmente legato a Pino Daniele.
Batracomiomachia
Giovanissimo con altri futuri big della canzone italiana da Rino Zurzolo a Rosario Iermano ad Enzo Avitabile prova in un cantinato della Sanità quelle che saranno le stimmate del Napoli Power, termine coniato da un noto giornalista partenopeo.
Gli Album
Ne scrive e arrangia diversi alla fine degli anni 70, Terra mia, Nero a Metà, Vaimò, intanto collabora pure con Murolo ed Edoardo Bennato e dove ci sia bisogno della sua bacchetta magica.
Nel 1985 organizza una sezione archi con i migliori violini e viole del conservatorio San Pietro a Maiella e a parte “Che ore so’” va in Rai da Lello Bersani a registrare “Quaccosa” e nello studio del TG l’orchestra completa da prova della sua alta competenza.
Le condoglianze del conservatorio
In una nota stampa, il Conservatorio lo ha ricordato così: “Ci lascia il M° Paolo Raffone, per lunghi anni docente del Conservatorio di San Pietro a Majella. Il Direttore, il Presidente, il corpo docente e il personale amministrativo partecipano al dolore della famiglia.
Le Collaborazioni
Raffone aveva 74 anni e la notizia ha veramente sconvolto quanti lo conoscevano, ma non chi sapeva della sua malattia, quel male incurabile che non lascia scampo a nessuno.
Con Enrico Ruggeri nel 1989 arrangia l’album “Contatti” e poi con la NCCP Per l’uscita dell’album “Medina” del 1992, Raffone aveva curato l’arrangiamento di “Mare Nostrum”, “Quando Fernesce ‘A Guerra”, “Terra Bruciata” e “Stella D’Argiento” Con Bennato le pièce teatrali di Peter Pan-sono solo canzonette-la fata-il rock di capitan Uncino.
Lunedì i funerali a Napoli alle 17 nella basilica di San Domenico Maggiore in un complesso strapieno di amici, parenti e conoscenti.
Paolo sarà sempre un esempio di qualità e testardaggine unita ad una buona dose di visione del futuro, aveva capito che la musica partenopea aveva bisogno di mescolarsi con le etnie blues d’oltre oceano.
Resterà eterno, come resteranno tali i capolavori da lui arrangiati e le generazioni da lui forgiate, che porteranno nel cuore un uomo esemplare, un amico, un maestro di musica e di vita.
di Ciro Tumolillo


