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The day after, il giorno dopo è di quelli surreali, è di quelli che se non li vivi, non li puoi capire.
Aria strana e teste pesanti. Chi avrebbe mai immaginato l’estate scorsa, che a termine di questo campionato si sarebbe scatenato l’inferno in tanti club che vanno per la maggiore, e che si sarebbe rimesso tutto in discussione, affidandosi a scelte difficili ma necessarie. Chi avrebbe mai pensato che tre dei primi quattro club italiani, Napoli Juve e Milan, si sarebbero trovati di nuovo senza un allenatore in panchina e al cosiddetto anno zero?
E che sarebbero dovuti ricorrere alla scelta del prossimo allenatore il prima possibile, soprattutto prima che una rivale glielo soffi.
The day after per tanti club di Serie A
Perché questo sta accadendo. La corsa ai tecnici migliori. Ed è strano, ma proprio coloro che hanno fallito oggi, come Max Allegri, da tutti deputato favorito alla conquista dello scudetto appena vinto invece dall’Inter, favorito perché non aveva le coppe, è sempre in auge e pronto ad essere ingaggiato dai club migliori. In barba alla sua recentissima storia calcistica, fatta di fallimenti e risultati ottenuti per il rotto della cuffia. Mister “Corto Muso” è, e resta il nome più ambito per ripartire subito competitivi. Soprattutto dal Napoli. Che si è liberato di Conte e del suo costo esoso, della sua incapacità europea ma pure della sua grandezza in Campionato, dove resta il numero uno.
E allora Conte, dove andrà?
Potrebbe andare a Milano. Perché no? Con Allegri al Napoli, in uno scambio di panchine impensabile appena 10 mesi fa. Sarebbe suggestionante vedere due piloti come loro scambiarsi le Vetture. Ma occhio pure alla Juve, casa Conte. E Spalletti allora? Andrà via nonostante il Fresco rinnovo? La sua permanenza appariva certa qualche settimana fa, quando Luciano insidiava il Napoli al secondo posto, e per questo lo hanno rinnovato, ma clamorosamente lo scenario è cambiato oggi, Perché lo stesso Spallettone ha fallito il suo obiettivo, e la mission per cui era stato chiamato, cioè arrivare in Champions. Quindi si son perse certezze sul Suo lavoro. Un altro che pur fallendo resta comunque sempre ambito. Chiedere allo stesso Milan che vede in lui l’unica alternativa a Conte.
Quindi porti scorrevoli e voglia di cambiare.
Cambiare per arrestare il cambiamento attuale portato da Roma e Como, che hanno scalzato il brand dai posti migliori, in barba e in faccia alla Tutela dí chi intendeva salvaguardare il brand. Cambiare ora per non vedere cambiato a lungo lo status quo precedente. Cambiare ora per arrestare la Caduta degli Dei. Basterà per dare pace ad ambienti perennemente minati dai deludenti risultati di oggi?
A cura di Gregorio Morrone
