UVA: È IL MOMENTO GIUSTO PER MANGIARLA. E I NOCCIOLI NON SONO DA SCARTARE!
UVA: È IL MOMENTO GIUSTO PER MANGIARLA. E I NOCCIOLI NON SONO DA SCARTARE!Un piccolo frutto di stagione, ricco di polifenoli, con una storia interessante che riguarda anche la genetica vegetale.L’autunno porta sulle nostre tavole uno dei frutti più interessanti dal punto di vista nutrizionale: l’uva.Dolce, succosa e naturalmente ricca di acqua, non è soltanto uno spuntino piacevole. È un alimento che contiene numerosi composti bioattivi, presenti soprattutto nella buccia e nei semi.Ed è proprio sui semi che vale la pena soffermarsi.PERCHÉ NON SCARTARE I NOCCIOLI?I noccioli dell’uva contengono polifenoli, in particolare catechine, epicatechine e proantocianidine, composti studiati per le loro proprietà antiossidanti.La buccia contiene altri polifenoli, tra cui gli antociani, responsabili delle colorazioni rosse e violacee di alcune varietà, e lo stilbene resveratrolo. La polpa, invece, apporta acqua, zuccheri naturali, potassio e altri micronutrienti.Mangiare l’uva intera permette quindi di assumere una varietà di sostanze naturalmente presenti nelle diverse parti del frutto.I semi hanno una consistenza dura e un gusto leggermente amarognolo. Se li mastichiamo e li rompiamo, possiamo liberare parte dei loro composti; se li ingeriamo interi, invece, una quota di questi componenti potrebbe non essere resa disponibile all’organismo.Non occorre, però, trasformare i noccioli in un obbligo: anche l’uva senza semi rimane un alimento prezioso.UNA RIFLESSIONE PERSONALE: QUANDO STUDIAVO SCIENZE DELL’ALIMENTAZIONE ALLA REGGIA DI PORTICIQuando studiavo Scienze dell’Alimentazione alla Reggia di Portici, presso Agraria, ho avuto modo di avvicinarmi al mondo della genetica vegetale e del miglioramento delle varietà agricole.Ricordo gli esperimenti di incrocio e il lavoro di selezione delle piante per ottenere caratteristiche specifiche, tra cui quelle legate alla produzione di uva senza semi.Quell’esperienza mi ha insegnato a guardare gli alimenti con occhi diversi: dietro ciò che troviamo sulle nostre tavole c’è spesso un lungo lavoro di ricerca, selezione e miglioramento varietale.L’uva senza semi è sicuramente pratica da mangiare, ma quando scelgo un grappolo con i suoi piccoli noccioli penso anche a quanto la natura possa offrirci nelle parti che, per abitudine, tendiamo a scartare.È importante precisare che le varietà di uva senza semi sono state ottenute principalmente attraverso la selezione e il miglioramento genetico tradizionale: non significa necessariamente che siano OGM.Ecco perché conoscere ciò che mangiamo è fondamentale. Non si tratta di demonizzare le varietà senza semi, ma di comprendere che ogni parte di un alimento può avere caratteristiche nutrizionali differenti.La tecnologia alimentare ci insegna a migliorare gli alimenti; la consapevolezza nutrizionale ci aiuta a comprenderli e a valorizzarli.UVA E LONGEVITÀ: IL VALORE DEI POLIFENOLII polifenoli dell’uva sono oggetto di numerosi studi per il loro possibile ruolo nei processi legati allo stress ossidativo e all’infiammazione.Le proantocianidine presenti nei semi sono particolarmente interessanti dal punto di vista della ricerca nutrizionale. Tuttavia, è importante distinguere tra risultati sperimentali promettenti e benefici clinici dimostrati nell’uomo.Mangiare uva non è una cura e non garantisce di prevenire le malattie. Può però contribuire, insieme a una dieta varia ed equilibrata, ad aumentare l’assunzione di composti bioattivi di origine vegetale.La longevità non dipende da un singolo alimento, ma da un insieme di abitudini quotidiane: qualità dell’alimentazione, movimento, sonno e attenzione alla propria salute.E CHI SOFFRE DI CALCOLI RENALI?Questo è un aspetto importante da chiarire.Avere calcoli renali non significa automaticamente dover eliminare l’uva.L’uva fresca è generalmente considerata un frutto a basso contenuto di ossalati e può essere compatibile con l’alimentazione di molte persone che soffrono di calcoli di ossalato di calcio, i più comuni.Non esiste, però, una dieta identica per tutti: le indicazioni dipendono dal tipo di calcolo, dalla composizione delle urine e dalle eventuali condizioni cliniche individuali. Se soffri di calcoli renali, rivolgiti sempre al tuo medico o a un professionista sanitario qualificato per sapere quali alimenti siano più adatti alla tua situazione e quali, eventualmente, limitare.Per chi è predisposto alla calcolosi renale, una delle strategie più importanti è mantenere un’adeguata idratazione, salvo diverse indicazioni mediche. Bere acqua a sufficienza aiuta a diluire le urine e a ridurre il rischio che i minerali si concentrino e formino cristalli.Attenzione anche a un altro aspetto: non ci sono prove sufficienti per affermare che mangiare i noccioli dell’uva prevenga o curi i calcoli renali. Il loro interesse nutrizionale riguarda soprattutto il contenuto di polifenoli.Se hai una storia di calcolosi, non eliminare indiscriminatamente frutta e verdura: chiedi sempre al medico quali alimenti siano più indicati per te e segui indicazioni personalizzate in base al tipo di calcolo.QUANTA UVA MANGIARE?Come sempre, conta l’equilibrio.L’uva contiene zuccheri naturalmente presenti e può essere inserita tranquillamente in una dieta varia, tenendo conto delle proprie necessità individuali.Una porzione orientativa per un adulto è di circa 150 grammi, da adattare al fabbisogno energetico e alle condizioni personali.Meglio scegliere il frutto intero rispetto al succo: in questo modo si conserva la struttura dell’alimento e si assume anche la fibra.Puoi mangiare l’uva da sola, abbinarla a yogurt bianco o kefir, oppure utilizzarla in preparazioni dolci e salate.E ADESSO È PROPRIO IL SUO MOMENTO!La stagionalità ci invita a riscoprire i prodotti del periodo, apprezzandone sapori e caratteristiche nutrizionali.L’uva autunnale è dolce, profumata e ricca di composti bioattivi. È un frutto semplice, ma con una composizione che merita attenzione.La prossima volta che compri un grappolo, prima di eliminare automaticamente i noccioli, ricordati che proprio lì si concentra una parte interessante dei polifenoli dell’uva.Non tutto ciò che è amaro è da scartare. A volte, dietro un sapore meno gradevole, si nasconde una caratteristica interessante della chimica naturale degli alimenti.Mangiare consapevolmente significa proprio questo: conoscere, scegliere e valorizzare ciò che portiamo ogni giorno in tavola.Dott.ssa Gaia Luongo – Tecnologa alimentare

