Al Cine Teatro Odeon di Reggio Calabria, ieri sera, la città si è raccolta attorno a Voci in Ascolto, lo spettacolo organizzato da Telefono Amico, una delle realtà più solide e preziose del volontariato italiano. Un teatro pieno, vivo, partecipe, accorso non solo per assistere a un evento culturale, ma per sostenere una causa che tocca tutti: l’importanza dell’ascolto, quel gesto semplice e rivoluzionario che può cambiare la traiettoria di una vita. A condurre la serata è stato il bravo Benvenuto Marra, capace di muoversi con naturalezza tra ironia e profondità. Sul palco ha accolto Domenico Galletta e Cristina Rigon, presidenti di Telefono Amico Reggio Calabria e Telefono Amico Italia, che hanno raccontato con precisione e calore la missione quotidiana dell’associazione: esserci, senza giudicare, senza rumore, con la sola forza della presenza. Prima che gli artisti si esibissero, un video ha mostrato le parole di chi, grazie a una voce amica dall’altra parte del telefono, ha ritrovato un appiglio nei momenti più difficili. Testimonianze brevi, ma capaci di attraversare la sala come fenditure di verità.
La serata è poi esplosa in un mosaico di linguaggi e sensibilità. Pasquale Caprì ha portato sul palco i suoi personaggi irresistibili, strappando risate e alleggerendo l’atmosfera senza mai svuotarla di significato. Le giovani soprano reggine Noemi Zerbo e Federica Caracciolo hanno incantato il pubblico con un’esibizione da applausi, confermando il talento di una nuova generazione lirica che merita spazio e ascolto. La poetessa Valeria Polimeni ha riportato l’attenzione sul cuore della serata: l’ascolto come gesto umano, come cura, come necessità. Nei suoi versi, l’urgenza di un mondo che corre troppo e ascolta troppo poco.Lo scrittore Antonio Calabrò e l’attrice Annarita Fadda, esponenti dell’Associazione Culturale L’Amaca, hanno dato vita a un dialogo intenso sull’amicizia, distinguendo quella autentica da quella apparente, in un tempo in cui le relazioni sembrano spesso evaporare nella superficie dei rapporti. A chiudere la serata, l’orchestra Ensemble Mediterranea, capace di trasformare il teatro in un luogo sospeso, grazie a un repertorio ricco e interpretato con straordinaria eleganza. In una città come Reggio Calabria, Telefono Amico rappresenta un patrimonio umano da proteggere. È fatto di volontari silenziosi, di persone che scelgono di donare tempo e presenza a chi non ha più voce o non sa come usarla. Il loro aiuto non è materiale, non è rumoroso, non è celebrato. È ascolto. E oggi, in un mondo che parla troppo e ascolta troppo poco, ascoltare è un atto di coraggio. È un gesto che salva.
Grazie, Telefono Amico.
Grazie ai vostri volontari, i nostri eroi silenziosi.

