
Il mastice di Chios: quando un viaggio diventa scoperta alimentareDalla Grecia una resina antichissima che racconta il valore della biodiversità, della tradizione e della ricerca sugli alimenti funzionaliUna delle cose più belle del viaggiare è tornare a casa portando con sé qualcosa che non sia soltanto una fotografia, un ricordo o un paesaggio, ma anche nuove esperienze, nuove conoscenze e nuovi prodotti alimentari da scoprire.È proprio questo uno degli aspetti che amo maggiormente dei viaggi: lasciarsi incuriosire da ingredienti, preparazioni e tradizioni che appartengono ad altre culture e che spesso racchiudono una storia molto più profonda di quanto immaginiamo.Durante il mio viaggio ad Atene, tra le numerose scoperte gastronomiche e culturali, mi sono imbattuta in un prodotto particolarmente interessante: il mastice di Chios, conosciuto in Grecia come Mastiha.A prima vista può sembrare semplicemente una piccola resina trasparente, simile a cristalli o frammenti di ambra chiara. In realtà, dietro quelle piccole “lacrime” si nascondono secoli di storia, tradizione agricola e un patrimonio fitochimico ancora oggi oggetto di studio.Una resina dalle origini antichissimeIl mastice di Chios è ottenuto dal lentisco, precisamente dalla specie Pistacia lentiscus var. Chia, una pianta tipica dell’isola greca di Chios.La sua storia affonda le radici nell’antichità. Da oltre duemila anni questa resina viene raccolta, utilizzata e apprezzata per le sue caratteristiche aromatiche e per gli impieghi tradizionali legati soprattutto alla masticazione, all’igiene orale e al benessere digestivo.La raccolta è un processo paziente e delicato: vengono praticate piccole incisioni sul tronco e sui rami della pianta, dalle quali fuoriesce lentamente la resina. A contatto con l’aria, questa si solidifica formando le caratteristiche “lacrime di mastice”.Un prodotto che nasce quindi dall’incontro tra pianta, territorio, clima e sapienza contadina.Il mastice di Chios è inoltre riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP), a testimonianza del suo forte legame con il territorio d’origine.Ma perché è interessante dal punto di vista alimentare?Da tecnologa alimentare, ciò che trovo particolarmente affascinante non è soltanto la sua storia, ma soprattutto la sua composizione chimica.Il mastice è una matrice naturale ricca di composti terpenici e altre molecole bioattive, responsabili in parte del suo aroma caratteristico e delle attività biologiche che la ricerca scientifica sta approfondendo.Gli studi disponibili hanno evidenziato un interesse particolare per diverse possibili attività.Attività antimicrobicaAlcuni componenti del mastice hanno mostrato attività nei confronti di diversi microrganismi. È uno dei motivi per cui, nella tradizione, veniva masticato: il suo utilizzo era associato alla freschezza dell’alito e al benessere del cavo orale.Benessere gastrointestinaleÈ probabilmente uno degli ambiti più studiati. Il mastice di Chios è stato oggetto di ricerche relative alla dispepsia e ai disturbi della parte superiore dell’apparato digerente, mostrando risultati interessanti in alcuni studi clinici.Questo non significa che sia un farmaco o che possa sostituire una terapia, ma dimostra quanto un prodotto tradizionale possa diventare oggetto di ricerca scientifica moderna.Attività antinfiammatoriaI suoi composti terpenici sono studiati per la capacità di modulare alcuni meccanismi coinvolti nei processi infiammatori. Anche in questo caso, è importante distinguere tra attività osservate in laboratorio e benefici clinici definitivamente dimostrati nell’uomo.Attività antiossidanteAlcune molecole presenti nella resina contribuiscono alla sua attività antiossidante, rendendola interessante nel panorama degli alimenti e degli ingredienti vegetali contenenti sostanze bioattive.Dalla tradizione all’alimento funzionaleIl mastice di Chios rappresenta un esempio molto interessante di ciò che oggi definiamo alimento funzionale o ingrediente funzionale: un prodotto che, oltre al valore nutrizionale o gastronomico, contiene componenti naturali potenzialmente interessanti per il benessere.Ma è fondamentale comunicare questi aspetti con correttezza.Non dobbiamo trasformare ogni alimento ricco di bioattivi in una “cura naturale”. Il mastice non deve essere presentato come un prodotto capace di guarire malattie, eliminare infezioni o sostituire trattamenti medici.La formulazione più corretta è parlare di:Un prodotto alimentare tradizionale ricco di composti bioattivi, studiati per le loro possibili attività antimicrobiche, antiossidanti, antinfiammatorie e per il potenziale ruolo nel benessere gastrointestinale.È proprio questa la differenza tra divulgazione scientifica e comunicazione miracolistica.Come si utilizza?In Grecia il mastice si trova in diverse forme: cristalli, granuli, polvere, gomme da masticare e preparazioni alimentari.Può essere utilizzato in piccolissime quantità per aromatizzare:yogurt;dolci;bevande;preparazioni tradizionali greche;alcune ricette salate.I cristalli vengono anche tradizionalmente masticati, grazie al loro aroma balsamico e resinoso.È comunque importante distinguere il mastice alimentare dagli estratti concentrati presenti negli integratori, che hanno caratteristiche e dosaggi differenti.Il valore culturale di un alimentoQuello che mi colpisce maggiormente è che il mastice di Chios non è soltanto una resina.È un esempio di come un alimento possa essere contemporaneamente:territorio, biodiversità, agricoltura, tradizione, cultura e ricerca scientifica.Ogni prodotto alimentare tradizionale racconta infatti il rapporto tra una comunità e il proprio ambiente. In questo caso, il lentisco di Chios rappresenta una vera identità territoriale, custodita attraverso tecniche di raccolta tramandate nel tempo.E proprio qui risiede uno dei valori più belli del viaggio: scoprire che dietro un piccolo ingrediente, magari acquistato in un negozio di prodotti tipici, può esserci un intero mondo di conoscenze.Viaggiare per conoscere, conoscere per alimentarci meglioIl viaggio ad Atene mi ha ricordato ancora una volta quanto sia importante uscire dai nostri abituali schemi alimentari e culturali.Conoscere nuovi prodotti significa ampliare la nostra consapevolezza, comprendere meglio la biodiversità alimentare e imparare a guardare ciò che portiamo in tavola con maggiore curiosità e spirito critico.Il mastice di Chios è una piccola “lacrima” della Grecia, ma racchiude una grande lezione: la natura offre molecole interessanti, la tradizione ne conserva l’utilizzo e la scienza ci aiuta a comprenderne il reale valore.Ed è forse questo il vero significato di alimentazione consapevole: non inseguire promesse miracolose, ma conoscere gli alimenti, la loro origine, la loro composizione e il ruolo che possono avere all’interno di uno stile di vita equilibrato.Perché il bello di viaggiare è anche questo: partire per vedere il mondo e tornare con nuove conoscenze da portare a tavola.A cura della Dottoressa Luongo GaiaTecnologa Alimentare – Esperta in Alimenti, Nutrizione e Longevity
