Fonte foto: AIDIA
Donne che Progettano il Futuro: il potere del colore nella progettazione con Giovanna Miceli
All’interno del percorso laboratoriale “Donne che Progettano il Futuro”, promosso da AIDIA, il nuovo appuntamento guidato dall’architetta e chef Giovanna Miceli ha posto al centro un tema tanto affascinante quanto strategico: la consapevolezza nell’uso del colore come elemento progettuale. Un incontro che ha mostrato come la progettazione contemporanea non possa più limitarsi alla forma o alla funzione, ma debba abbracciare la dimensione percettiva, emotiva e sensoriale degli spazi.
Il colore come strumento progettuale
Nella progettazione architettonica, il colore non è un semplice dettaglio estetico: è un linguaggio. Influenza il benessere psicologico, orienta la percezione, definisce identità e atmosfera. Attraverso scelte cromatiche consapevoli, gli architetti possono:
- migliorare la leggibilità e la sicurezza degli ambienti,
- guidare il percorso visivo,
- creare spazi rilassanti, dinamici o stimolanti,
- modulare la relazione tra luce, materiali e contesto.
Il laboratorio ha approfondito come ogni tonalità, saturazione o temperatura cromatica possa diventare un vero e proprio strumento di progetto, capace di incidere sull’esperienza quotidiana delle persone.
Percezione, atmosfera, emozione
Negli ultimi anni, la percezione è diventata un tema centrale nella progettazione degli interni e degli spazi urbani. Il colore, insieme alle superfici riflettenti, ai materiali e alla luce, contribuisce a costruire atmosfere che generano emozioni diverse: calma, energia, concentrazione, accoglienza.
Questa visione supera la decorazione e abbraccia un approccio più profondo: progettare significa modellare l’esperienza sensoriale. Dal recupero urbano attraverso interventi pittorici sulle facciate, fino ai progetti di interior design che utilizzano palette terrose, pastello o cromie più audaci, il colore diventa un mezzo per trasformare luoghi e percezioni.
Casi studio e sperimentazione
Durante il laboratorio, Giovanna Miceli ha presentato una serie di casi studio, sia urbani sia di interni, per mostrare come il colore possa modificare la percezione dello spazio e la sua funzione. Un percorso che ha permesso ai partecipanti di comprendere la diversificazione degli ambienti e l’impatto delle scelte cromatiche in contesti reali.
La parte pratica ha previsto un’esercitazione immersiva: ogni partecipante ha lavorato sullo stesso ambiente, sperimentando come il colore possa trasformarne la funzione e l’emozione percepita. Un’esperienza diretta che ha reso evidente quanto la valutazione cromatica possa diventare un elemento distintivo del progetto finale, capace di caratterizzare lo spazio e chi lo abiterà.
La docente: Giovanna Miceli
Architetto dal 2001 e chef dal 2021, Giovanna Miceli incarna una doppia identità professionale che unisce rigore progettuale e sensibilità creativa. Il suo percorso, audace e non convenzionale, l’ha portata dalle geometrie degli spazi alla composizione dei sapori, due mondi apparentemente distanti ma legati dalla stessa ricerca di armonia, forma e cura del dettaglio.
Dal 2023 si occupa di Interni HPS, ampliando il suo raggio d’azione verso progetti che richiedono equilibrio, funzionalità e identità. Due anni dopo entra in AIDIA Reggio Calabria, portando con sé un approccio professionale attento, consapevole e profondamente radicato nella sua terra d’origine, la Calabria, pur avendo maturato esperienze anche a Firenze e Roma.
La sua filosofia progettuale si fonda sulla capacità di interpretare in modo razionale e sensibile le esigenze della committenza, scegliendo colori, materiali e dettagli con una cura che restituisce ambienti coerenti, eleganti e funzionali.
Donne che progettano il futuro
Il laboratorio di Giovanna Miceli conferma la missione del percorso AIDIA: valorizzare competenze femminili che uniscono tecnica, visione e sensibilità progettuale. Il colore, in questo contesto, diventa metafora e strumento: un modo per immaginare spazi più consapevoli, più umani, più capaci di generare benessere.
E ancora una volta, grazie a professioniste come Giovanna, il futuro appare non solo progettato, ma sentito, vissuto e costruito attraverso scelte che parlano di cura, identità e trasformazione.

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