Mattarella all’assemblea Fnopi: “Infermieri esercito del bene, ma la carenza di organico preoccupa”
Un riconoscimento solenne per chi, ogni giorno, sta in prima linea nelle corsie degli ospedali, nelle zone di guerra e nell’assistenza domiciliare. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto mercoledì 13 maggio a Roma in occasione dell’assemblea della Fnopi (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche), definendo i professionisti della salute come un vero e proprio “esercito del bene”.
Un’immagine, quella usata dal Capo dello Stato, che non è solo una metafora, ma un tributo alla storia e al presente di una professione pilastro del nostro sistema sociale.
Dalle radici di Florence Nightingale all’eroismo del Covid
Il Presidente ha voluto legare l’identità dell’infermiere moderno alle sue origini storiche, citando la pioniera della professione, Florence Nightingale, nata a Firenze nel 1820. È da quelle radici che germoglia la dedizione che Mattarella ha visto declinata in tre contesti fondamentali:
- I teatri di guerra: Dove gli infermieri si distinguono per coraggio e umanità estrema.
- L’emergenza pandemica: Il ricordo dell’eroismo dimostrato in Italia durante i mesi drammatici dell’epidemia da Covid-19, quando il Paese si è aggrappato alla competenza di questi professionisti.
- L’impegno quotidiano: La capacità di offrire assistenza tecnica e supporto umano in ogni condizione di fragilità.
“Le infermiere e gli infermieri raccolti nelle associazioni nazionali costituiscono un vero e proprio esercito del bene”, ha dichiarato il Capo dello Stato, visibilmente commosso nel ringraziare la categoria a nome di tutti i cittadini italiani.
L’allarme del Colle: la forte carenza di organico
Tuttavia, il discorso di Mattarella non si è fermato alle sole celebrazioni. Il Presidente ha toccato un nervo scoperto del Sistema Sanitario Nazionale: la crisi del personale. Nonostante l’abnegazione dei singoli, l’intero comparto soffre oggi di una fortissima carenza di organico che rischia di compromettere la qualità delle cure e la sostenibilità del sistema.
Il monito è chiaro: non si può chiedere eroismo infinito senza garantire le condizioni strutturali per operare. Il ringraziamento del Quirinale si accompagna così alla consapevolezza che servono investimenti e nuove risorse per colmare quei vuoti che pesano sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti.
Un ruolo chiave per il futuro della sanità
Il ruolo dell’infermiere sta evolvendo verso una sempre maggiore autonomia e specializzazione. L’appello di Mattarella all’assemblea Fnopi è un invito a non dimenticare che la salute è un bene comune protetto dalla Costituzione, e che questo “esercito” silenzioso è lo scudo principale contro l’abbandono dei più deboli.
La sfida ora passa alle istituzioni: trasformare il riconoscimento del Capo dello Stato in politiche concrete per incentivare la professione e garantire che l’esercito del bene non resti senza soldati.

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