Fonte: Lucilla Corioni
Una ballata delicata e civile che diventa un inno alla pace, tra memoria, dolcezza e resistenza emotiva.
Ci sono canzoni che non cercano un posto nel cuore di chi ascolta: lo trovano. “Chissà..”, il nuovo singolo di Ernesto Bassignano, appartiene a questa categoria rara e preziosa. È una ballata che sceglie la via della delicatezza per raccontare la malinconia, trasformando la fragilità in una forma di resistenza emotiva. Una musica dolce per una canzone triste, come qualcuno l’ha definita, capace di muoversi con eleganza tra memoria e speranza, lasciando nell’aria una melodia sospesa che accarezza più che colpire.
In un tempo attraversato da guerre, distanze e sofferenze che sembrano consumarsi davanti ai nostri occhi, “Chissà..” diventa una dichiarazione d’affetto verso il mondo. Un invito a non smettere di provare compassione, a credere che la pace non sia un’utopia ma un bisogno umano, urgente e condiviso. Il testo parla di sangue versato, di silenzi, di un dolore collettivo che attraversa i continenti, ma lo fa con il linguaggio universale della poesia, senza retorica né enfasi.
Una piccola opera di sensibilità
La tradizione della grande scuola cantautorale romana si intreccia con arrangiamenti raffinati: il pianoforte di Edoardo Petretti e il violoncello di Giovanna Famulari costruiscono un paesaggio sonoro intimo, essenziale, nel quale la voce di Bassignano si muove come una confessione sussurrata. Le note rincorrono i ricordi, le parole diventano carezza, rivolte a chi ha ancora il coraggio di fermarsi ad ascoltare davvero.
Storico protagonista del Folkstudio, accanto a Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Giorgio Lo Cascio, Bassignano continua a raccogliere le emozioni della strada trasformandole in canzoni che custodiscono un valore umano e civile raro. Con “Chissà..” conferma la sua capacità di unire impegno sociale e delicatezza poetica, dimostrando che la canzone d’autore può ancora raccontare il nostro tempo senza rinunciare alla bellezza.
La schiettezza dell’autore
Lo stesso Bassignano presenta il brano con la sincerità che lo contraddistingue: non rincorre classifiche, non insegue mode. Rivendica la libertà di pubblicare un singolo quando l’ispirazione lo chiama, senza pressioni né strategie. Ricorda i suoi ultimi lavori apprezzati dalla critica, la difficoltà di essere “poeti civili” in un’epoca poco fertile, e la scelta di continuare comunque, con la tenacia di chi crede nella forza della musica come gesto di pace.
Il suo racconto è quello di un artista che non ha mai smesso di cercare la verità nelle parole e nelle note, che continua a incidere dischi “ogni tanto”, come un atto di fedeltà verso se stesso e verso il pubblico.
Una lettera aperta alla pace
“Chissà..” è una dedica romantica alla speranza, un abbraccio inatteso che ricorda come l’uomo possa continuare ad amare anche quando il mondo sembra aver dimenticato come si fa. Le melodie più dolci, spesso, nascono dalle ferite più profonde: Bassignano lo sa, e lo racconta con una grazia che non ha bisogno di alzare la voce.
Focus sull’autore
Ernesto Bassignano nasce a Roma il 4 aprile 1946. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti, incontra Gian Maria Volonté e partecipa al “Teatro di Strada”, esperienza di provocazione politica che segna i suoi primi anni artistici. Nel 1969 approda al Folkstudio, dove fonda con Giorgio Lo Cascio, Antonello Venditti e Francesco De Gregori il gruppo “I giovani del folk”.
Lavora per la direzione del PCI, attraversa l’Italia con spettacoli politici e Feste de l’Unità, poi entra nella redazione spettacoli de Il Paese Sera, dove è critico musicale fino al 1989. Autore di libri, voce storica di Radio Rai e conduttore di programmi di satira sociale, continua a incidere dischi con la stessa passione degli inizi. Oggi è in pensione, ma non ha mai abbandonato la sua amata chitarra né la voglia di raccontare il mondo attraverso le canzoni.
