Da pochi giorni si è conclusa la terza edizione della mostra di pittura, “La Mail Art : Microcosmi’ promossa dal Polo Multimediale del Museo di Roccarainola.
Hanno partecipato pittori di tutto il mondo, dal Giappone alla Spagna , Argentina ed Europa. Tra gli autori delle opere, mi sono soffermata sul quadro di Jennypranz ( Gennaro Pranzile) , dal titolo “Monika”e su quello del maestro Federico Natale, “La natura”,già conosciuto per le sue importanti presenze in tanti concorsi di pittura, sia come direttore artistico che come espositore.
Quest’ anno è stato davvero importante per l’artista, per il riconoscimento di vari premi, tra cui quello presso l’Acquario di Genova, con l’opera ” No, grazie’ creata su un pensiero dell’autore Bruno Lanza e quello, all’interno della mostra ” Mail Art”, da parte del Comune di Roccarainola per la sua carriera artistica
Ho voluto mettere in risalto un giovane artista, che ha presentato per la prima volta una sua opera in un evento di pittura, con l’esperienza di Federico Natale.
Domando a Jennypranz com’è iniziata la sua passione per la pittura.
«Guarda, se devo essere sincero, l’arte è sempre stata la mia compagna di giochi preferita.
Ho iniziato a dipingere da bambino: era il mio modo speciale per far galoppare la fantasia e dare forma a quei mondi che mi frullavano in testa.Oggi, come sai, mi definisco un “divulgautore emozionale”: passo dalla musica alla poesia, dalla scrittura alla pittura, perché l’emozione non ha confini.
Per quanto riguarda la mia tecnica, ho trovato nell’acrilico l’alleato perfetto: mi permette di fissare sulla tela quella vivacità che rispecchia il mio modo di vivere Napoli.
Ho diverse opere nate in questi anni che custodisco gelosamente a casa: sono “figlie” del mio percorso creativo come L’Angelo Indiano; Maria Parthenope; Napoli 1000 colori: ieri e oggi; Il cuore nelle foglie; il Pulcinella di mare napoletano; Nebbia in città; Tutta Napoli; Quel mazzolin di fiori; Fiori di tratto;
Sono lavori a cui sono legatissimo, che finora non sono mai stati esposti al pubblico, ma che custodisco con cura, sperando e contando di poterli presentare in una mostra tutta mia in un prossimo futuro.
Partecipare a Microcosmi oggi è un’emozione diversa, un amore a prima vista. Ho sposato subito il progetto perché sentivo una vibrazione condivisa che non potevo ignorare.
È la mia prima esperienza in una mostra e, per questa occasione speciale, ho scelto di presentare Monika.Questo quadro ha una genesi tutta particolare: la sagoma del viso, infatti, nasce dai lineamenti di una mia cara amica, Monica Barone. Realizzato in acrilico con una tecnica che fonde cubismo e pop-art, Monika è un omaggio sentito alla complessità dell’animo femminile: ho voluto rappresentare il suo volto scomposto in forme geometriche e colori vibranti, metafora delle molteplici identità e delle mille sfumature che abitano l’universo donna.
È un ritratto dinamico, frammentato, ma profondamente espressivo; un modo per raccontare che, dietro ogni volto, c’è un mondo intero in continuo mutamento.Sono felice di essere qui.
In fondo, la mia è una vita passata a raccontare storie con la penna, con la musica e ora con il pennello e poter condividere questa parte così intima di me, in questo contesto così vivo, è un regalo bellissimo.»
Intervista a Federico Natale – “La Natura”
D. Federico, la sua opera La Natura ha suscitato curiosità e riflessione. Tra due mani giunte si intravede una forma che richiama l’anatomia femminile. Qual è il messaggio che ha voluto trasmettere?
R. Ho voluto rappresentare la natura nella sua essenza più autentica. Quella forma non è una provocazione fine a sé stessa, ma un simbolo della vita, della nascita e dell’origine di ogni essere umano. Le mani custodiscono ciò che troppo spesso la società nasconde o giudica, mentre in realtà appartiene alla perfezione della natura.
D. Lei è spesso definito un pittore dell’erotismo. Che significato attribuisce a questa definizione?
R. L’erotismo, nella mia pittura, non è mai volgarità. È un linguaggio artistico che invita a superare i pregiudizi, a guardare il corpo umano con rispetto e consapevolezza. Cerco di raccontare ciò che siamo, senza maschere e senza ipocrisie.
D. Quale emozione spera di suscitare nel pubblico che osserva La Natura?
R. Vorrei che lo spettatore si fermasse a riflettere. Se un’opera genera domande, curiosità o persino un piccolo disagio, allora significa che ha iniziato un dialogo. L’arte deve far pensare, non solo essere guardata.
D. Possiamo dire che la sua arte vuole andare oltre l’apparenza?
R. Assolutamente sì. L’apparenza è solo il primo livello. Il mio obiettivo è invitare chi osserva ad andare oltre ciò che vede, riscoprendo la bellezza autentica della natura e dell’essere umano, libera da tabù e convenzioni.
Ringrazio i due artisti e concludo con un mio pensiero:
“L’arte e la cultura rappresentano due pilastri imprescindibili della nostra società. In un tempo segnato da frenesia, incertezze e profonde trasformazioni, esse continuano a essere un rifugio per l’anima e uno strumento di crescita personale e collettiva. Creare, osservare e vivere l’arte significa riscoprire la nostra umanità, alimentare il pensiero critico e dare voce a ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. È proprio attraverso la cultura e la creatività che possiamo ritrovare bellezza, consapevolezza e speranza, costruendo una società più libera, sensibile e autentica.” Buona visione della videointervista



Più che d’accordo con lei.
In mezzo a tutta questa frenesia, arte e cultura sono l’Ancora.
Ci ricordano chi siamo e ci danno fiato per andare avanti.
Chapeau ai due maestri grazie a loro continuiamo ad emozionarci.
Grazie, gentilissima Giuditta.