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Silvia Salis, sindaca di Genova, ha inviato una diffida formale ad Autostrade per l’Italia a causa dei danni provocati dal crollo del Ponte Morandi. Ne è nata subito una bagarre politica che vede al centro i risarcimenti alla città di Genova dopo i noti fatti di cronaca.
Silvia Salis chiede un maxi risarcimento ad Autostrade
Il nodo della questione è l’accordo, siglato nell’ottobre 2021 da Comune, Regione e Autorità portuale. Gli Enti concordarono le opere di Autostrade per l’Italia per indennizzare il capoluogo ligure dei danni subiti dal crollo del Ponte Morandi. Venerdì, a margine della commemorazione delle 43 vittime, la sindaca Silvia Salis ha dichiarato che il Comune chiederà un maxi risarcimento. Si tratterebbe di una “ennesima boutade senza fondamento”, secondo Pietro Piciocchi, capogruppo di “Vince Genova” e assessore comunale al Bilancio all’epoca della firma dell’intesa. L’ex assessore ha spiegato sui social che “tutte le possibilità per ottenere risarcimenti sono state esplorate con l’Avvocatura comunale”. Piciocchi ritiene che l’accordo siglato con Autostrade per l’Italia che ha stabilito la realizzazione di una serie di opere pubbliche – per oltre un miliardo e mezzo di euro – sia tombale.
Il vicesindaco Terrile replica all’ex assessore Piciocchi
Il vicesindaco Alessandro Terrile, avvocato, come lo stesso Piciocchi, ha replicato definendo il patto del 2021 “al ribasso”. E sottolinea che, a quasi 5 anni dalla sottoscrizione dell’accordo, gli obblighi di Autostrade sono in gran parte ancora da attuarsi. Un esempio é il tunnel subportuale e quello della Fontanabuona . La sindaca, lo scorso 31 luglio, a due settimane dalla sentenza del Tribunale di Genova, ha firmato una diffida formale, inviata ad Autostrade, per motivare la richiesta di un ulteriore risarcimento.
