Fonte foto: Consiglio regionale del Piemonte
La Garante regionale richiama le istituzioni: servono interventi strutturali e prevenzione efficace.
La Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano interviene con parole durissime dopo l’ennesimo suicidio avvenuto nel carcere di Torino, a pochi giorni dai casi registrati a Biella e Verbania. Una sequenza di tragedie che, sottolinea, “genera dolore, profonda indignazione e forte preoccupazione”, e che impone una riflessione immediata sulla tenuta del sistema penitenziario piemontese.
Un sistema che non intercetta il disagio
Formaiano parla di detenuti “invisibili fino a quando il disagio si trasforma in tragedia”, evidenziando come le strutture non riescano più a cogliere tempestivamente segnali di vulnerabilità e sofferenza. Ogni suicidio, afferma, è “una ferita per l’intero sistema e per la comunità”, perché avviene mentre la persona è affidata alla tutela dello Stato.
Prevenzione insufficiente e misure urgenti
Per la Garante è necessario “un cambio di passo non più procrastinabile”, con il rafforzamento degli strumenti di prevenzione del rischio suicidario e l’attivazione di interventi straordinari e immediati. Le criticità sono note: sovraffollamento cronico, carenze strutturali, personale penitenziario e sanitario sottodimensionato.
Serve un impegno condiviso
Formaiano conclude ricordando che queste fragilità non possono essere affrontate solo nelle fasi di emergenza, ma richiedono un’azione coordinata di tutte le istituzioni per una riforma strutturale dell’intero sistema penitenziario piemontese.
