La 29ª edizione porta dieci giorni di cucina, musica e integrazione internazionale.
San Vito Lo Capo si prepara alla 29ª edizione del Cous Cous Fest. Dal 18 al 27 settembre la città vivrà dieci giorni di cucina, musica e spettacoli. Lo slogan Make cous cous not war richiama il valore dell’incontro tra culture. Il festival unisce popoli e tradizioni da quasi trent’anni. Il cous cous è simbolo di pace e integrazione ed è patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2020.
Le competizioni culinarie aprono il festival
L’avvio della manifestazione è affidato al Campionato italiano di Cous Cous Conad 2026 e al Next Generation Student Contest Conad, che vedono protagonisti chef professionisti e giovani studenti degli istituti alberghieri italiani. A giudicare le ricette sarà una giuria tecnica presieduta da Manuela Zennaro, affiancata da giornalisti, food blogger e figure storiche del festival come Giovanni Torrente, già capitano della squadra italiana e vincitore dell’edizione 2002.
Le istituzioni e i partner raccontano il valore del festival
Il sindaco Francesco La Sala definisce il Cous Cous Fest parte integrante dell’identità di San Vito Lo Capo, capace di mettere insieme culture e generazioni attraverso il linguaggio universale della cucina e dello spettacolo. Per Conad, partner storico dell’evento, il direttore generale PAC 2000A Francesco Cicognola ribadisce l’impegno nel sostenere iniziative che valorizzano il territorio siciliano e la sua comunità.
Sal Da Vinci inaugura la festa

La prima serata sarà animata dal concerto di Sal Da Vinci, tappa della sua tournée estiva. L’accesso all’area concerto è gratuito, mentre l’Area Pit sotto il palco è disponibile al costo di 15 euro tramite Ticketone e Ciaotickets.
Show cooking, degustazioni e ospiti internazionali
Il programma prosegue con un calendario fitto di appuntamenti tra cucina e spettacolo. Benedetta Parodi porta in scena un cous cous caponata e pesce spada, Giorgione propone la sua Carbonara di cous cous, Luca Pappagallo e Fabrizio Nonis raccontano il Mediterraneo attraverso ricette e viaggi, mentre Andrea Lo Cicero e Gianni Marino guidano i più piccoli in un laboratorio dedicato al cous cous. Il pubblico potrà cimentarsi nella Conad Cooking Challenge, mentre i wine tasting firmati Terre Sicane e Tenute Orestiadi arricchiscono l’offerta enologica. Ogni domenica mattina torna la tradizionale Asta del Pesce.
Le Case del Cous Cous: oltre 20 ricette e un dessert inedito
Il cuore gastronomico del festival sono le Case del Cous Cous, tre strutture sulla spiaggia che propongono più di venti ricette tra tradizione e contaminazioni. L’edizione 2026 introduce il MouScùs, dessert in edizione limitata che unisce gelato al mou, crema inglese al cioccolato e cous cous all’arancia. Arrivano anche i biglietti online senza commissioni e i biglietti combo con drink o dessert inclusi.
Sport, benessere e inclusione
La spiaggia ospita sessioni gratuite di yoga al tramonto con Amadori Wellness on the beach, mentre sul lungomare arriva il Dolmen Wall per arrampicate in sicurezza. L’ASP di Trapani porta al festival i progetti EduFood Inclusion ed EduSport Inclusion, che promuovono autonomia, corretti stili di vita e sport senza barriere.
Il cous cous, simbolo di dialogo e condivisione
Nato nel Maghreb e diffuso in tutto il Mediterraneo, il cous cous è un piatto povero ma ricco di significati simbolici: convivialità, abbondanza, fertilità, integrazione. Un cibo che unisce culture e religioni diverse attorno alla stessa tavola.
San Vito Lo Capo, paradiso mediterraneo
La cittadina siciliana, affacciata su un promontorio che guarda l’Africa, è circondata dalle riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano. La spiaggia, i sentieri tra fichidindia e uliveti, le falesie a strapiombo sul mare e i panorami di Macari e Castelluzzo rendono questo territorio un luogo ideale per accogliere un festival che celebra l’incontro tra culture.



