La testimonianza di Maria Ida arriva in Parlamento per rafforzare la protezione istituzionale delle donne che denunciano.
Oggi, 22 settembre, alle ore 13, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, la storia di Maria Ida Santopaolo arriva in Parlamento con l’incontro “Sopravvissuta a un tentato femminicidio”. Un momento decisivo per dare voce a una donna che ha avuto la forza di denunciare e per ribadire una responsabilità precisa delle istituzioni: costruire protezione attorno a chi sceglie di parlare.
Denunciare non deve significare restare sole
La denuncia è un atto di coraggio, ma non può trasformarsi in un percorso di solitudine. Le istituzioni devono esserci fin dal primo momento: ascoltare, proteggere, accompagnare e garantire che nessuna donna sia costretta a scegliere tra il silenzio e la propria sicurezza. Fare cordone attorno a chi denuncia significa assumersi un dovere concreto, che oggi viene riaffermato nel luogo simbolo della democrazia italiana.
Le voci dell’incontro alla Camera dei Deputati
All’incontro intervengono Elisa Scutellà, già deputata e oggi capogruppo M5S in Consiglio regionale della Calabria, la deputata Stefania Ascari, promotrice dell’evento, Maria Ida Santopaolo e la psicologa e psicoterapeuta Annalisa Signorelli. Una presenza corale che trasforma una vicenda personale in una battaglia collettiva.
Una storia personale che diventa impegno pubblico
Portare il caso di Maria Ida in Parlamento significa riconoscere che chi trova la forza di denunciare deve trovare, dall’altra parte, istituzioni ancora più forti e una comunità pronta a sostenerla. La Sala Stampa della Camera diventa così il luogo in cui una storia di violenza si trasforma in un impegno pubblico: la protezione delle donne non è un gesto simbolico, ma una responsabilità concreta.
