Antimafia penitenziaria, l’Avv. Giovanna Russo: “Lo Stato non arretra. Solidarietà al Procuratore Gratteri”
Il Garante regionale della Calabria dei diritti delle persone private della libertà personale, Avv. Giovanna Russo, in qualità anche di Coordinatore Nazionale dei garanti regionali esprime una solidarietà ferma e istituzionale al Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, definendolo “simbolo di una giustizia che resiste, agisce e di un’antimafia che non si piega davanti alla pressione della criminalità organizzata”.
La minaccia proveniente dal carcere, sottolinea, non è solo un episodio inquietante: è un segnale che impone una risposta compatta e senza esitazioni. “Oggi più che mai – dichiara il Garante – è necessario affermare con forza che la sfida alla criminalità organizzata si combatte anche dentro le carceri. L’episodio delle minacce a Gratteri provenienti dal carcere è gravissimo. La cultura dell’antimafia penitenziaria non è uno slogan: è una linea di confine tra lo Stato e chi tenta di minarne le fondamenta ed episodi come questi devono trovarci tutti compatti a dire da che parte stiamo”.
«Non arretreremo di un solo passo»
L’Avv. Russo denuncia la solitudine con cui troppo spesso questo tema viene affrontato, una solitudine che “rappresenta una ferita per lo Stato di diritto ed un pericolo”. Le istituzioni, afferma, devono essere unite, visibili, presenti, perché “non esistono zone neutre: o si difende la legalità, o la si perde”.
Il messaggio che il Garante rivolge alla criminalità organizzata è diretto, netto, privo di ambiguità: “Non arretreremo di un solo passo. Non arretreremo nelle carceri, non arretreremo nei territori, non arretreremo nei percorsi educativi e trattamentali. Non arretreremo nel riaffermare ogni giorno che lo Stato è più forte di qualsiasi sistema criminale”.
Le carceri, ribadisce, “non saranno mai terreno di conquista per logiche mafiose. Non saranno luoghi di comando occulto, né spazi di continuità criminale. Ogni tentativo di infiltrazione, di controllo, di intimidazione sarà contrastato con determinazione, con strumenti sempre più incisivi e con una presenza istituzionale costante”.
Rigore, diritti e rieducazione: la vera antimafia penitenziaria
Per l’Avv. Giovanna Russo la risposta deve essere strutturale e multilivello: rafforzamento dei controlli, coordinamento stabile tra magistratura, amministrazione penitenziaria e forze dell’ordine, programmi di rieducazione capaci di spezzare il legame con la cultura mafiosa, azioni di prevenzione rivolte ai giovani.
“Difendere la legalità – sottolinea – significa anche garantire dignità. Le persone private della libertà personale devono vivere il tempo della pena in luoghi che rispettino pienamente i principi costituzionali. Solo così si costruiscono seconde opportunità vere, solo così si indebolisce realmente il potere della criminalità organizzata”.
Una visione che si traduce in un modello preciso: “La vera antimafia penitenziaria è quella che unisce rigore e umanità, controllo e rieducazione, sicurezza e diritti. È quella che non cede, non arretra e non si arrende mai”.
Nelle ultime ore, spiega il Garante, sono già avvenute interlocuzioni con alcuni colleghi regionali e altre sono in programma. “Ci confronteremo presto tra livelli interregionali sul tema dell’antimafia penitenziaria, indispensabile oggi più che mai anche alla luce di episodi gravissimi come quello delle minacce al Procuratore Gratteri. Garantire diritti in primis significa essere portatori di legalità, rispetto delle norme, di quella legalità senza omissioni che si fa promotrice della cultura dell’antimafia che produce riscatto, cambiamento e reali seconde chance”.
