Un nuovo viaggio culturale tra Gerace, Pentedattilo e Bova con spettacoli, laboratori e narrazioni che intrecciano mito, memoria e contemporaneità.
Il viaggio di borghi in scena continua a espandersi e a trasformarsi, tornando dal 30 maggio con nuove tappe che attraversano Gerace, Pentedattilo e Bova, in un percorso che vuole riportare il teatro dentro i luoghi identitari della Calabria, trasformando ancora una volta gli spazi quotidiani in scenari narrativi dove la drammaturgia contemporanea incontra il mito, la memoria e quella dimensione collettiva che borghi in scena sta cercando di ricostruire fin dal suo avvio lo scorso 8 maggio.
Il teatro che attraversa i territori
L’idea di fondo rimane quella di portare il teatro fuori dagli spazi convenzionali, e proprio per questo borghi in scena insiste nel muoversi tra piazze, borghi antichi e luoghi simbolici, creando un dialogo costante tra ciò che appartiene al passato e ciò che invece parla al presente.
Dopo le prime tappe che hanno coinvolto Aiello Calabro, Sant’Eufemia d’Aspromonte e Gioiosa Ionica, la carovana culturale approda ora in tre luoghi che rappresentano tre anime diverse della Calabria: Gerace con la sua architettura medievale, Pentedattilo con la sua forma leggendaria e Bova con la sua identità grecanica.
Mito, memoria e contemporaneità
In ognuno di questi luoghi borghi in scena porta nuovi spettacoli, nuovi laboratori e nuovi modi di attraversare il rapporto tra mito e contemporaneità, un rapporto che è diventato la cifra distintiva del progetto e che continua a essere riproposto come chiave di lettura dei territori.
Il progetto nasce da un’idea di Adexo Arti Creative ed è realizzato insieme a Officine Jonike Arti e Calabria Dietro le Quinte APS. Si inserisce nei Progetti Speciali per il Teatro 2025 della Regione Calabria e gode del patrocinio dei comuni di Gerace, Melito Porto Salvo e Bova. È un percorso culturale itinerante che non si limita a proporre spettacoli, ma costruisce un modo nuovo di abitare i territori. Per questo Borghi in Scena si presenta come una carovana teatrale che attraversa la Calabria e restituisce ai luoghi storie, identità e senso di appartenenza. La drammaturgia rilegge figure come Morgana, Scilla, Cariddi, Ecuba e Medea e le trasforma in simboli contemporanei.
Gli spettacoli che segnano il viaggio
Tra gli spettacoli più intensi di questa nuova fase c’è “Ecuba. Il sogno”, produzione Adexo Arti Creative, scritta da Katia Colica e diretta da Basilio Musolino. In scena c’è Daniela D’Agostino, accompagnata dalle musiche di Antonio Aprile e dalla voce speaker di Pasquale Zumbo. Lo spettacolo porta la tragedia di Euripide nel presente e trasforma Ecuba in una donna ucraina sopravvissuta alla guerra. È arrivata in Italia e lavora come badante, mentre tenta di convivere con i ricordi e con i traumi che continuano a riaffiorare. La sua guerra diventa una guerra silenziosa, una ferita che non si vede ma che resta viva sotto la superficie. Questa dimensione rende “Ecuba. Il sogno” uno dei momenti più significativi di Borghi in Scena, perché mette in dialogo mito e attualità senza indulgere nel pietismo. Cerca invece una lucidità che restituisce complessità e fragilità.
Accanto a Ecuba torna anche “Alfa e Omega”, produzione Officine Jonike Arti scritta da Maria Milasi e Domenico Loddo e diretta da Americo Melchionda. È uno spettacolo che conduce il pubblico in un’atmosfera sospesa dai tratti noir. Due donne si incontrano in una fermata dimenticata dal tempo e attraversano, tra ironia e dolore, il tema dello smarrimento umano. La loro storia diventa anche un viaggio nella migrazione interiore, un movimento silenzioso che riguarda ciò che non si vede. In questo quadro Borghi in Scena utilizza il teatro per raccontare ciò che spesso rimane invisibile. Alfa e Omega diventano così la metafora di un’umanità fragile e sospesa.
A Bova arriverà invece “Morgana. Acque libere”, produzione Adexo Arti Creative tratta dal testo “Acque Libere”, vincitore del premio Flanerì “effe – Periodico di Altre Narratività”. In scena Katia Colica e Antonio Aprile costruiscono un viaggio che unisce teatro e musica dal vivo, trasformando la prima Traversata dello Stretto della protagonista Candida in un percorso interiore che attraversa Scilla, Cariddi, Poseidone, Morgana e Anfitrite, figure che diventano simboli contemporanei attraverso cui riflettere sulla condizione femminile, sull’identità e sull’appartenenza. Anche qui borghi in scena si conferma un progetto che non si limita a rappresentare, ma che cerca di creare un’esperienza sensoriale e visionaria capace di dialogare con il paesaggio.
I laboratori come esperienza condivisa
Accanto agli spettacoli, i laboratori curati da Calabria Dietro le Quinte APS rappresentano un altro elemento centrale del progetto, perché borghi in scena non vuole essere solo un contenitore di eventi, ma un luogo di partecipazione attiva. A Gerace il laboratorio di arti circensi ed equilibrismo, a Pentedattilo il laboratorio di teatro comico con Gigi Miseferi, a Bova il laboratorio “Antigone Oggi” guidato da Matteo Tarasco: tre modi diversi di vivere il teatro come esperienza condivisa, tre modi diversi di costruire comunità attraverso la pratica artistica.
In questo intreccio di spettacoli, laboratori, miti e territori, borghi in scena continua a crescere come un progetto che attraversa la Calabria non solo geograficamente, ma anche simbolicamente, trasformando ogni tappa in un’occasione per restituire ai luoghi la loro voce e per ricordare che il teatro, quando incontra i borghi, può diventare un modo per guardare la realtà con occhi nuovi.
