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Segretario-Questore: la funzione svolta da Luciana De Francesco e Ferdinando Laghi nell’Ufficio di Presidenza tra garanzia, ordine e responsabilità istituzionale.
Nel sistema istituzionale calabrese, il Segretario‑Questore rappresenta una delle funzioni più rilevanti e, allo stesso tempo, meno raccontate della vita del Consiglio regionale. È una figura che opera nel cuore dell’assemblea, dove politica, regolamenti e dinamiche procedurali si intrecciano in un equilibrio delicato. In Calabria, questo ruolo è affidato a due componenti dell’Ufficio di Presidenza: la Consigliera Luciana De Francesco, espressione di Fratelli d’Italia, e il Consigliere Ferdinando Laghi, eletto nella lista Tridico Presidente. Due sensibilità politiche diverse, chiamate però a condividere una responsabilità comune: garantire ordine, regolarità e corretto svolgimento dei lavori consiliari.
Il Segretario‑Questore non è un ruolo accessorio, né un presidio meramente formale. È una funzione che attraversa ogni seduta, ogni passaggio procedurale, ogni momento in cui l’aula si riunisce per discutere e deliberare. La sua presenza costante diventa un elemento di stabilità, un punto di riferimento che assicura continuità e rispetto delle regole che governano la vita democratica dell’istituzione.
Una presenza che custodisce forma, equilibrio e regolarità
La seduta consiliare vive di dinamiche complesse, spesso rapide, talvolta tese. In questo contesto, il Segretario‑Questore svolge un ruolo di vigilanza discreta ma essenziale. È il garante della regolarità dei lavori, colui che assicura che ogni intervento, ogni votazione, ogni passaggio procedurale avvenga nel rispetto del regolamento. La forma, nelle istituzioni, non è mai un dettaglio: è ciò che permette alla sostanza di essere riconosciuta, compresa e legittimata.
La presenza del Segretario‑Questore diventa così un presidio di equilibrio. Non interviene per orientare il dibattito, ma per custodirne la cornice. Non entra nel merito politico, ma tutela le condizioni affinché il confronto possa svolgersi in modo ordinato, trasparente e rispettoso.
Due interpreti, un’unica responsabilità istituzionale
La particolarità del modello calabrese risiede nella presenza di due Segretari‑Questori, chiamati a condividere funzioni e responsabilità. La consigliera Luciana De Francesco e il consigliere Ferdinando Laghi incarnano questa duplice dimensione, portando ciascuno la propria esperienza, la propria sensibilità e il proprio stile istituzionale. La loro funzione non è politica, ma regolamentare. Non è di indirizzo, ma di garanzia. È un ruolo che richiede equilibrio, capacità di lettura dell’aula, conoscenza profonda del regolamento e una costante attenzione ai tempi e ai modi del dibattito.
In questo senso, il Segretario‑Questore diventa una figura di raccordo tra la dimensione politica e quella amministrativa, tra la vitalità dell’aula e la necessità di preservarne l’ordine. Una funzione che si esercita con continuità, spesso lontano dai riflettori, ma che rappresenta una delle colonne portanti dell’intero impianto consiliare.
Una funzione che dà solidità alla democrazia regionale
Raccontare il ruolo del Segretario‑Questore significa restituire visibilità a una funzione che, pur rimanendo sullo sfondo, sostiene la credibilità dell’istituzione. La sua presenza garantisce che il Consiglio regionale possa operare con regolarità, trasparenza e rispetto delle norme. È una responsabilità che non si esaurisce nella gestione delle sedute, ma che contribuisce alla qualità complessiva del processo democratico.
In un tempo in cui la politica è spesso percepita attraverso la dimensione del conflitto, il Segretario‑Questore ricorda che esiste anche un livello diverso, fatto di regole, equilibrio e cura delle istituzioni. Un livello che non divide, ma sostiene. Che non espone, ma protegge. Che non cerca visibilità, ma garantisce continuità.
