Carditology: il linguaggio musicale di Claudio Cardito tra ricerca, improvvisazione e formazione
Nell’intervista rilasciata ai microfoni di Storytime, il sassofonista Claudio Cardito racconta la genesi di Carditology, un progetto che porta il suo nome ma soprattutto la sua visione artistica e pedagogica. Un percorso maturato nel tempo, sedimentato attraverso anni di studio, palchi, lezioni, sperimentazioni. Un progetto che oggi rappresenta una sintesi identitaria: un modo di fare musica e, allo stesso tempo, un metodo per insegnarla.
Un’estetica musicale: Carditology come stile contemporaneo
Claudio Cardito descrive la dimensione artistica di Carditology come un vero e proprio modo di concepire la musica, un approccio che affonda le radici nel jazz contemporaneo e nell’improvvisazione. È un contenitore di idee, intuizioni, pratiche maturate negli anni, un linguaggio personale che si è trasformato in stile.
Carditology, in questa prospettiva, non è solo un progetto: è una poetica. È la scelta di un musicista di dare forma alla propria ricerca, di tradurre in metodo ciò che nasce dall’esperienza viva del palco e dell’ascolto.
Vision Soul Spirit: il metodo didattico che mette al centro la musicalità
Accanto alla dimensione artistica, Carditology ha un’anima didattica. Un’anima che Claudio Cardito ha costruito lentamente, osservando gli allievi, sperimentando percorsi, abbandonando gli strumenti tradizionali dell’insegnamento musicale.
Nasce così Vision Soul Spirit, il sistema didattico che accompagna l’allievo “dal principio fino eventualmente alla professione”, senza spartiti né manuali, ma attraverso un lavoro mirato sulla musicalità interiore, sulla motivazione, sulla capacità di riconoscere la propria direzione artistica.
È un metodo che si fonda sull’idea che ogni persona abbia una linea di ricerca affine al proprio animo. Vision, Soul, Spirit: tre parole che diventano bussola, orientamento, percorso.
Un progetto che somiglia al suo autore
Claudio Cardito lo dice con chiarezza: Carditology è un progetto che gli somiglia. Raccoglie la sua storia, la sua formazione, la sua attitudine all’insegnamento e alla performance. È un ponte tra ciò che ha imparato e ciò che vuole trasmettere, tra la libertà dell’improvvisazione e la disciplina della ricerca.
Un progetto che non si limita a insegnare musica, ma che prova a formare musicisti, accompagnandoli nella scoperta della propria voce.
