Il Catanzaro stoppa il sogno del Palermo: è finale playoff contro il Monza
Il verdetto del campo premia la solidità del Catanzaro. Nonostante il 2-0 subito in un “Barbera” ribollente di passione — che ha fatto registrare il record stagionale di 33.286 spettatori — sono i calabresi a staccare il pass per la finalissima playoff. Il tesoro costruito nella gara di andata, terminata 3-0, si è rivelato decisivo per blindare la qualificazione.
Il Palermo esce a testa alta, dopo una prova di orgoglio che ha tenuto in bilico il risultato fino al fischio finale, ma deve rinviare ancora una volta l’appuntamento con la promozione in massima serie.
La cronaca: Palermo arrembante, Catanzaro di sofferenza
La partita si accende subito. Al 3′, al primo affondo, il Palermo trova il vantaggio: la punizione di Palumbo, deviata da Pierozzi, premia l’inserimento di Pohjanpalo, che di testa fulmina Pigliacelli. È l’inizio dell’assedio rosanero.
Il Catanzaro, guidato da Aquilani, non si chiude a riccio: Iemmello cerca subito la risposta con un tiro a giro che spaventa la retroguardia siciliana, mentre Liberali e Pontisso mantengono alta la tensione. Il Palermo però preme sull’acceleratore: al 35′ un intervento provvidenziale di Pigliacelli su un cross insidioso nega il raddoppio a Pohjanpalo, pronto a insaccare a porta vuota.
La ripresa: il muro calabrese regge l’urto
Nel secondo tempo il ritmo non cala. Al 3′ è il palo a dire di no alla conclusione di Palumbo. La partita diventa una sfida personale tra l’attacco rosanero e Pigliacelli, autore di interventi prodigiosi: il portiere del Catanzaro si supera su Ranocchia al 7′ e dice no a Johnsen al 15′.
Il Palermo ci crede e al 43′ trova il gol del raddoppio con Rui Modesto, bravo a ribadire in rete un cross di Ranocchia. Gli ultimi minuti sono un assalto forsennato, ma il Catanzaro resiste con spirito di sacrificio, portando a casa la qualificazione più preziosa della stagione.
Verso la finale: Catanzaro contro Monza
Si chiude così il percorso del Palermo in questa stagione, tra gli applausi scroscianti del suo pubblico. Il Catanzaro, invece, prosegue il suo cammino verso il paradiso della Serie A. Ad attenderli in finale c’è il Monza, in un atto conclusivo che promette scintille.
Il dato: La maturità dimostrata dal Catanzaro al Barbera, campo difficilissimo, conferma la caratura della squadra di Aquilani. La capacità di soffrire e gestire il vantaggio accumulato all’andata è stata la chiave tattica di un doppio confronto emozionante.
Il Commento: La lezione del Catanzaro e il coraggio dei vinti
La qualificazione del Catanzaro è il trionfo dell’equilibrio e della gestione tattica. Mentre il Palermo ha pagato dazio alla fretta e a un approccio forse troppo sbilanciato nella gara d’andata, i giallorossi hanno interpretato il ritorno al Barbera con la lucidità necessaria per gestire l’onda d’urto rosanero. Il 3-0 dell’andata non è stato solo un risultato numerico, ma un’ipoteca psicologica che ha permesso ai calabresi di superare i momenti di maggiore sofferenza, affidandosi a un Pigliacelli in stato di grazia.
Per il Palermo resta l’amarezza di una stagione che si interrompe sul più bello, davanti a una cornice di pubblico da Serie A, ma resta anche la consapevolezza di aver lottato fino al 90′. Il Catanzaro, dal canto suo, arriva alla finalissima contro il Monza con il vento in poppa: la squadra di Aquilani ha dimostrato di non essere solo una rivelazione, ma una formazione matura, capace di soffrire “da grande” in stadi infuocati. La finale contro il Monza sarà il banco di prova definitivo: chi avrà più testa, oltre che più gambe, conquisterà il paradiso.
