Fonte foto: Consiglio Regionale della Calabria
Seduta dedicata all’antimafia penitenziaria, alle criticità del sistema carcerario e alla programmazione delle attività sul contrasto al caporalato.
Si è conclusa la seduta della Commissione consiliare contro il fenomeno della ’ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa del Consiglio regionale della Calabria, dedicata a un approfondimento sul ruolo dell’antimafia penitenziaria nel sistema di tutela dei diritti e della sicurezza collettiva.
Antimafia penitenziaria e tutela dei diritti
L’organismo consiliare ha affrontato il tema: “Riflessione sul tema dell’antimafia penitenziaria quale strumento di rafforzamento dello Stato di diritto, di tutela della sicurezza collettiva e di maggiore protezione dei diritti delle persone private della libertà personale maggiormente fragili”.
La seduta, presieduta dal consigliere Marco Polimeni, ha visto l’audizione dell’Avv. Giovanna Francesca Russo, Garante regionale per i diritti delle persone detenute o private della libertà personale.
Nel corso dell’audizione, la Garante ha richiamato criticità già note e più volte denunciate, evidenziando come queste situazioni alimentino aggressioni alla polizia penitenziaria, favoriscano il trasferimento illecito di messaggi verso l’esterno e permettano ai detenuti di utilizzare telefoni cellulari per gestire attività malavitose anche durante la detenzione. Ha inoltre sottolineato che il sovraffollamento, fenomeno che interessa l’intero Paese e non soltanto la Calabria, crea condizioni di forte disagio, compromette l’invivibilità degli istituti e alimenta dinamiche di sopraffazione tra detenuti. Per questo motivo, ha ribadito la necessità di intervenire sulle disfunzioni che ostacolano la finalità rieducativa della pena e di rafforzare la cultura della legalità.
Da qui la necessità di intervenire sulle disfunzioni che ostacolano la finalità rieducativa della pena e di promuovere una più solida cultura della legalità.
L’intervento della Consigliera Daniela Iiriti sul caporalato
Nel corso dei lavori è intervenuta la Consigliera Daniela Iiriti (Fratelli d’Italia), che ha ricordato come “del fenomeno del caporalato si è discusso ampiamente in sede di Consiglio e Commissione agricoltura, immediatamente convocati. Giusta la trattazione in questa sede, considerato che la strage di Amendolara, al di là dell’accertamento delle responsabilità, rientra comunque nel fenomeno della criminalità diffusa, non potendosi negare, altresì, che il caporale agisce su input della ‘ndrangheta. Concordo sul ruolo importante della Commissione e sulla necessità di assumere anche il ruolo di controllo. Del fenomeno, che si perpetra negli anni, si è un po’ tutti responsabili, accoglie con favore la proposta Bruno sull’attivazione delle misure atte al contrasto della ‘ndrangheta e di tutti i fenomeni di corruttela e illegalità diffusa”.
La posizione sulla convocazione dei prefetti
La Consigliera Iiriti ha inoltre dichiarato: “Si rimette alla decisione della maggioranza, ma ritiene che sarebbe, istituzionalmente, più opportuno convocare i prefetti in sede e successivamente, ove necessario, raggiungere i singoli territori”.
A seguito della discussione, la Consigliera ha aggiunto: “Alla luce della precisazione fatta, concorda sulla possibilità di raggiungere i territori e in quelle sedi invitare i Prefetti ad un successivo incontro in sede di Commissione, presso il Consiglio regionale”.
Programmazione delle attività future
In chiusura, la Commissione contro la ’ndrangheta in Calabria ha avviato una discussione interna e una pianificazione delle attività future in materia di azione di contrasto al caporalato, confermando l’impegno a proseguire un percorso di approfondimento e vigilanza su uno dei fenomeni più radicati e complessi del territorio.

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