Nel corso dell’ultimo appuntamento con la Tattica Podcast condotto da Salvatore Viscio sui canali di Crisal Fashion Sport, lo spazio di analisi tattica ha ospitato Tony Barrera per fare il punto sul calciomercato estivo e sull’avvio di stagione del Como. Un dibattito vivace che ha toccato i temi caldi della Serie A, dalle strategie dei lariani fino al grande sogno europeo della Champions League.
Il mercato del Como tra colpi attuali e investimenti sui giovani
La sessione estiva dei lariani ha diviso parzialmente le opinioni, soprattutto per la scelta di rivoluzionare un reparto difensivo che l’anno scorso era stato il meno battuto del campionato: «Faccio fatica a capire come mai Fabregas abbia cambiato completamente la difesa – ha sottolineato Tony Barrera nel corso della trasmissione –. Se da un lato l’arrivo dal Chelsea di un giocatore come Cioran Luban ha dimostrato grande solidità, dall’altro alcuni nuovi innesti devono ancora registrare i meccanismi».
Nonostante qualche perplessità iniziale, il giudizio complessivo sul mercato resta ampiamente positivo, soprattutto per la lungimiranza societaria: «La cosa più bella non sono solo gli arrivi per l’immediato, ma la campagna acquisti fatta in funzione degli anni a venire. Si sono assicurati una marea di giovani di talento, molti dei quali italiani, come il promettente Liberali. E se dovesse arrivare anche l’affondo giusto in attacco, magari con la ciliegina sulla torta, la squadra farebbe un ulteriore salto di qualità».
L’esordio in campionato e i margini di crescita
Analizzando il pareggio all’esordio contro l’Udinese, Barrera ha evidenziato cosa non ha funzionato del tutto nella prima uscita ufficiale: «È mancata un po’ di intensità e di aggressività rispetto agli standard a cui ci ha abituati il Como. Nel primo tempo la squadra è sembrata un po’ molle. Davanti c’è bisogno di maggiore concretezza sottoporta, perché occasioni importanti non vanno sprecate».
Il banco di prova della Champions League
Inevitabile la riflessione sul debutto europeo e sulla reale competitività della squadra nella massima competizione continentale: «Se il Como è già pronto per la Champions? Bella domanda: rispondo di no, non lo è ancora del tutto – ha ammesso l’ospite –. Essendo la prima esperienza in assoluto, ogni avversario di fascia alta rappresenta un’insidia enorme. Molto dipenderà anche dal calendario e dalla fortuna nel sorteggio iniziale, ma la squadra ha tutto il tempo per crescere e stupire».
