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A Crans-Montana stamane si è tenuta una conferenza stampa del Comune svizzero su quanto accaduto a Capodanno. Atteso anche Mattarella venerdì in Svizzera alla cerimonia in ricordo delle vittime di Crans-Montana, secondo fonti diplomatiche. Prevista a Roma una messa a cui la Meloni ha invitato governo e leader d’opposizione.
Crans-Montana, il rammarico del sindaco
Il bar Le Constellation, devastato dalle fiamme a Crans-Montana, non era più stato sottoposto a controlli dal 2020. Lo apprendiamo da “Sky tg24”. Il Consiglio comunale della stazione sciistica afferma di “rammaricarsene profondamente” e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Lo riporta Rsi. Ha inoltre deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per “effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda”, si legge nel testo.
Le parole del sindaco della località sciistica
“Ho vissuto questa settimana in modo estremamente difficile. E’ qualcosa che so sarà insormontabile e porterò questo fardello e la tristezza di tutte queste famiglie per la mia vita”. Così, con tono affranto, il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso della conferenza stampa convocata dopo l’incendio di Capodanno nel bar Constellation, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Usigrai, solidarietà a Domenico Marocchi
“Solidarietà al collega Domenico Marocchi e a tutta la troupe di “Uno Mattina” aggredita ieri di fronte al locale di Crans-Montana dove sono morte 40 persone nel rogo di Capodanno. Insieme a loro, minacciati anche due colleghi di “Storie Italiane” a cui va la nostra vicinanza”. Lo sottolinea l’Usigrai in una nota. “I colleghi stavano raccontando quanto accaduto davanti al luogo della strage quando sono stati minacciati e spintonati da alcune persone evidentemente interessate alla vicenda – prosegue la nota – Chiediamo alle autorità italiane e a quelle svizzere di fare chiarezza sull’accaduto e garantire l’incolumità delle tante colleghe e colleghi presenti sul posto della strage. Il problema non è chi racconta come sono accaduti i fatti ma chi ha causato la morte di decine di ragazze e ragazzi”
