Fonte foto: on. Giusi Princi
Giusi Princi al Parlamento Europeo: “L’Italia affronta una crisi educativa che non possiamo ignorare”
Nel suo intervento al Parlamento Europeo, l’europarlamentare Giusi Princi ha acceso i riflettori su una crisi educativa che attraversa l’Italia e che, pur inserendosi in un quadro europeo più ampio, presenta nel nostro Paese caratteristiche ancora più critiche.
Secondo i dati richiamati da Princi, tre milioni di giovani europei hanno già abbandonato scuola e formazione senza un diploma, ma l’Italia registra percentuali di dispersione scolastica superiori alla media UE, soprattutto nelle aree più fragili dal punto di vista socioeconomico.
“Non è mancanza di capacità nei nostri ragazzi. È mancanza di condizioni adeguate per farli crescere”, ha dichiarato Princi, sottolineando come la scuola italiana sia chiamata a colmare divari sempre più profondi.
La dispersione invisibile: studenti presenti ma esclusi dall’apprendimento
Accanto all’abbandono esplicito, Princi ha richiamato l’attenzione su una forma di dispersione ancora più insidiosa: quella invisibile, che riguarda studenti fisicamente presenti in aula ma privi delle competenze essenziali.
In Italia, come nel resto d’Europa:
- uno studente su quattro non padroneggia lettura e scienze di base,
- tre su dieci non raggiungono la matematica essenziale.
“Non possiamo accettare che la scuola diventi un luogo di presenza senza apprendimento”, ha affermato l’europarlamentare.
La sfida italiana: una scuola senza insegnanti
Princi ha evidenziato un nodo cruciale: la carenza di docenti. Entro il 2030, l’Europa rischia di perdere tre milioni di insegnanti, ma l’Italia vive questa emergenza con un’intensità particolare, tra retribuzioni non competitive, carriere poco attrattive e un riconoscimento sociale in calo.
“Chiediamo alla scuola di ridurre le disuguaglianze, ma la stiamo lasciando senza insegnanti. È una contraddizione che dobbiamo superare”, ha ammonito.
Il modello Calabria: formare chi forma
Nel suo intervento, Princi ha portato a Bruxelles un esempio concreto di innovazione educativa: il modello Calabria, che sta investendo sulla formazione dei docenti attraverso una collaborazione strutturata con il sistema universitario e un monitoraggio costante dei risultati sugli studenti.
“Stiamo costruendo un modello che parte dagli insegnanti e arriva agli studenti. La qualità dell’apprendimento passa dalla qualità della formazione di chi insegna”, ha spiegato.
L’appello: l’Europa sostenga gli Stati membri nel rafforzare la professione docente
Pur parlando dell’Italia, Princi ha rivolto un invito alle istituzioni europee affinché sostengano gli Stati membri nel valorizzare la professione docente, incidendo su retribuzioni, percorsi di carriera e riconoscimento sociale.
“L’educazione non è un premio per chi ce la fa da solo. È il diritto di tutti di partire alla pari”, ha concluso.
