Fonte foto: Valentina Capizzi
La Fiamma di Agata: un omaggio condiviso alla luce della patrona
La Fiamma di Agata torna a brillare attraverso un nuovo appuntamento artistico che intreccia musica, teatro e immaginario visivo.
L’iniziativa, intitolata “La Fiamma Condivisa”, si terrà il 15 febbraio 2026 alle ore 16:30 nella suggestiva Sala Marchesi del Palazzo della Cultura di Catania. In questo modo, l’appuntamento conferma ancora una volta la volontà della città di custodire e, al tempo stesso, rinnovare il legame con la propria patrona, rafforzando così un percorso culturale che si rinnova di anno in anno.
A dare identità visiva alla rassegna è il pittore siciliano Salvo Muscarà, autore del dipinto che campeggia sulla locandina e che ha curato l’intero ciclo iconografico dedicato a La Fiamma di Agata. La sua cifra stilistica, intensa e vibrante, restituisce un’immagine contemporanea e profondamente emotiva della giovane martire, trasformando ogni locandina in un tassello narrativo che accompagna il pubblico lungo il percorso della rassegna.
L’evento è curato da Valentina Giua e Valentina Capizzi, che hanno scelto di riunire giovani talenti del Conservatorio Bellini di Catania e la Compagnia teatrale Lapilli Gammazita, dando vita a un intreccio di linguaggi che si accende attorno a un’unica scintilla simbolica: la fiamma di Agata, metafora di resistenza, fede e identità.
Un ensemble di giovani interpreti per una fiamma che unisce
A dare voce e suono all’iniziativa saranno:
- Edoardo Buonanno, violino
- Mariateresa Galizia, violino
- Gloria Cilauro, canto lirico
- Enrico Francesco Ludovico Pastorina, chitarra classica
- Chiara Russo, violoncello
Accanto a loro, la presenza scenica della Compagnia teatrale Lapilli Gammazita offrirà un contrappunto narrativo e performativo, trasformando la sala in uno spazio di evocazione e partecipazione emotiva.
Un rito culturale che si rinnova
La Fiamma di Agata non è soltanto un titolo evocativo. È un progetto che si inserisce nel più ampio tessuto delle celebrazioni agatine e che, proprio per questo, propone un linguaggio contemporaneo capace di dialogare con la tradizione. Allo stesso tempo, musica, teatro e arte visiva diventano strumenti per raccontare una devozione che non si limita al rito. Al contrario, si trasforma in comunità, creatività e memoria condivisa.
L’appuntamento del 15 febbraio si configura così come un momento di incontro tra generazioni, talenti emergenti e pubblico. Di conseguenza, si inserisce in un contesto istituzionale che valorizza la forza simbolica della cultura. Al tempo stesso, riconosce la capacità degli artisti di rinnovare ogni anno la fiamma di Agata.


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