Cristina Marra condivide emozioni e riflessioni dopo la presentazione del romanzo di Pronestì
Con una passione autentica per il giallo e il noir, la giornalista e organizzatrice culturale Cristina Marra ha trasformato la presentazione (tenutasi venerdì 26 luglio presso la libreria Ave Ubik di Reggio Calabria) di Le ragioni dell’istinto, romanzo d’esordio di Daniele Pronestì, e pubblicato con la Casa Editrice Bompiani in un’esperienza letteraria intensa e sofisticata. Con una conduzione attenta e penetrante, ha saputo tessere un dialogo ricco di suggestioni, guidando il pubblico con naturalezza tra le trame del mistero e le pieghe psicologiche della narrazione. In questa intervista, esploriamo il suo approccio, la visione professionale e il ruolo della mediazione culturale in eventi capaci di lasciare il segno.
Buonasera e grazie per aver accettato di condividere con noi la sua esperienza come relatrice della presentazione del romanzo di Daniele Pronestì. Nella serata di ieri ha guidato l’incontro con eleganza e profondità, accompagnando il pubblico in un viaggio narrativo denso di mistero e suggestioni. Cominciamo da qui: Come ha costruito il dialogo attorno al libro dello scrittore in questione?
“Grazie, sono felice quando si crea una bella sinergia con lo scrittore e il pubblico e io cerco sempre di dare gli input giusti per crearla. Mi occupo di critica letteraria e presento romanzi da un bel po’ di anni e il mio approccio col libro è molto empatico. Leggo, sottolineo e riporto sul mio taccuino passaggi e brani del testo che poi mi aiutano a costruire le domande. Con l’esperienza ho imparato a impostare un percorso di lettura e a capire su quali argomenti, temi o personaggi soffermarmi. Diciamo che è il libro che mi aiuta, io lo leggo e tutto il resto viene da solo”.
In qualità di relatrice, quali aspetti del romanzo ha scelto di sottolineare e perché?
“Il romanzo di Pronestì è ricchissimo di tematiche, e spunti di riflessione. Ho scelto di puntare l’attenzione del lettore sul tema della comunità, della libertà di scelta, dell’appartenenza e dell’identità territoriale. Nei gialli e nei noir l’indagine è utilizzata come mezzo per raccontare una storia attuale e contemporanea che ci riguarda tutti,
un occhio sulla società e le sue dinamiche criminali e non soltanto. Altri aspetti del romanzo sono l’ironia e il saper giocare con la lingua dialettale e le sue espressioni. Insomma, tanto da dire”.
Quanto conta per lei il ruolo del moderatore nella riuscita di un evento letterario?
“Secondo me il moderatore deve essere un compagno discreto dello scrittore, presentarlo e poi dare spazio alle sue parole, non sovrastarlo mai. Il bello è impostare la presentazione partendo dal romanzo ma poi il gioco sta nel seguire il discorso dell’autore e da quello cogliere nuovi aspetti o collegarsi alle sue risposte per formulare altre domande. Mai niente di preconfezionato altrimenti sarebbe una conduzione sterile e senza sentimento e partecipazione emotiva. A me piace molto portarmi dietro un taccuino e annotare passaggi del libro, leggere o fare leggere un passo fa entrare di più dentro il libro ed è anche un modo per lasciare un ricordo sulla carta di quell’esperienza”.
Ritiene che la presentazione di un giallo richieda un approccio diverso rispetto ad altri generi?
“Quando si presenta un giallo bisogna dare al pubblico quelli che definisco “indizi” cioè informazioni senza andare troppo a fondo nella trama che sarebbe sbagliato per qualsiasi genere di romanzo. La trama deve essere considerata una sorta di canovaccio da cui iniziare per spaziare senza dire troppo. Il mistero e la suspense sono fondamentali. Mi rendo conto che non è sempre semplice ma io ci provo e cerco di riuscirci”.
C’è stato un passaggio della serata che le è rimasto particolarmente impresso?
“Sono stati tanti i momenti che mi hanno emozionata, innanzitutto presentare un autore reggino e del genere letterario di cui mi occupo da un decennio sia come relatrice che come organizzatrice di eventi e festival noir. Daniele è stato bravissimo e ci siamo confrontati anche su autori italiani e stranieri. Rendere la Calabria e
soprattutto Reggio e la sua provincia protagoniste di una storia gialla e noir mi conferma quanto la nostra terra abbia tanto da raccontare e sono orgogliosa che nuovi scrittori come Daniele puntino sul nostro territorio. E poi i personaggi umani e animali antropomorfi ha creato un’atmosfera narrativa particolare legata a tematiche proprie del genere e soprattutto all’attualità e alla convivenza pacifica”.
C’è stato un passaggio della serata che le è rimasto particolarmente impresso? Ha sentito un’affinità personale con i temi del romanzo?
“Sono stati tanti i momenti che mi hanno emozionata, innanzitutto presentare un autore reggino e del genere letterario di cui mi occupo da un decennio sia come relatrice che come organizzatrice di eventi e festival noir. Daniele è stato bravissimo e ci siamo confrontati anche su autori italiani e stranieri. Rendere la Calabria e
soprattutto Reggio e la sua provincia protagoniste di una storia gialla e noir mi conferma quanto la nostra terra abbia tanto da raccontare e sono orgogliosa che nuovi scrittori come Daniele puntino sul nostro territorio. E poi i personaggi umani e animali antropomorfi ha creato un’atmosfera narrativa particolare legata a tematiche proprie del genere e soprattutto all’attualità e alla convivenza pacifica”.
In veste di giornalista e organizzatrice, crede che la mediazione culturale abbia oggi un ruolo trasformativo nella società?
“È molto importante la diffusione della cultura e anche l’abitudine a leggere. Sono favorevole a iniziative culturali nelle scuole e con i giovani. Un libro non ha limiti di età ed è un compagno di vita”.
Quali competenze ritiene fondamentali per condurre con efficacia eventi letterari come quello che ha appena moderato?
“La competenza è dovuta molto alla lettura, all’abitudine a leggere e poi la mia professione di giornalista mi aiuta molto, fare domande è il mio mestiere :)”
Per concludere, qual è l’aspetto che più le dà soddisfazione nel creare occasioni di incontro tra libri e lettori? C’è un messaggio che spera di trasmettere ogni volta che modera un evento?
Sono soddisfatta quando percepisco negli sguardi di ospiti e pubblico di lettori una luce fatta di interesse, divertimento e gratitudine reciproche. Spero sempre che sia un arrivederci e che il libro diventi il tramite per nuove occasioni. Chi partecipa a una presentazione non sempre ha letto il romanzo o conosce l’autore ed è bello quando la curiosità ha il sopravvento e uno scrittore acquisisce nuove lettori. Anche in questa presentazione l’intervento di un signore dal pubblico ha espresso quanto un incontro con un autore che non si è già letto possa diventare una nuova scoperta. Quel signore, non era di Reggio eppure ha acquistato il libro, ha chiesto la dedica ed è bello pensarlo magari in spiaggia che legge il romanzo di Pronestì.
La ringrazio di cuore per aver condiviso il suo punto di vista con generosità e passione. Le sue parole ci ricordano quanto sia prezioso il ruolo di chi crea ponti fra le storie e chi le accoglie.

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