Il cortometraggio “È più difficile” racconta fragilità, ascolto e il ruolo delle istituzioni nella tutela dei giovani.

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha ospitato questa mattina un appuntamento di forte valore civile: la presentazione del progetto “Cyberbullismo e inclusione”, promosso dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con Cortinametraggio e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un incontro che ha unito istituzioni, cinema e testimonianze dirette per raccontare una delle sfide più urgenti della contemporaneità: proteggere i giovani dalla violenza digitale e costruire comunità capaci di ascolto e accoglienza.
Il cinema come strumento di prevenzione
Al centro dell’iniziativa la proiezione del cortometraggio “È più difficile”, un racconto intenso che affronta le ferite emotive causate dal cyberbullismo e la solitudine che spesso accompagna le vittime. Il linguaggio cinematografico, scelto come veicolo principale del progetto, diventa così un ponte tra generazioni, capace di anticipare i mutamenti sociali e di parlare ai ragazzi con immediatezza e autenticità.
Il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha sottolineato come il cinema riesca a trasformare un messaggio educativo in un’esperienza emotiva, offrendo agli adulti e alle famiglie una chiave di lettura profonda sulle fragilità dei giovani. La velocità dei mezzi virtuali, ha ricordato, impone una presenza costante degli adulti e una guida capace di orientare i ragazzi in un ambiente digitale che non concede pause.
Le istituzioni accanto ai giovani
All’incontro hanno partecipato la Presidente di Cortinametraggio Maddalena Mayneri, l’Appuntato Scelto Luigi Busà, Campione Olimpico di karate del Centro Sportivo Carabinieri, il produttore Filippo Montalto, il regista Aldo Iuliano e il cast di giovani interpreti del cortometraggio. A moderare l’evento l’attore Roberto Ciufoli, anche sceneggiatore della storia insieme a Francesca Massaro e allo stesso regista.
Il Generale Luongo ha evidenziato il ruolo fondamentale delle Stazioni Carabinieri sul territorio, presidio di prossimità che ogni giorno intercetta segnali di disagio, dialoga con le scuole e sostiene le famiglie. La formazione dei militari, ha spiegato, è un elemento decisivo per affrontare problematiche di forte impatto emotivo e costruire un cammino comune con le nuove generazioni.
Un invito alla fiducia
Nel suo messaggio conclusivo, il Comandante Generale si è rivolto direttamente ai giovani presenti, invitandoli a superare esitazioni e paure: dietro ogni uniforme, ha ricordato, c’è una persona pronta ad ascoltare e ad aiutare. Un appello semplice ma potente, che racchiude il senso dell’intera iniziativa: nessuno deve sentirsi solo di fronte alla violenza digitale.
Un progetto che lascia il segno
“Cyberbullismo e inclusione” non è solo un titolo. È una visione. È la volontà di unire istituzioni, scuola, famiglie e mondo del cinema per costruire una cultura della responsabilità e dell’empatia. La proiezione di “È più difficile” diventa così un tassello di un percorso più ampio, che mette al centro i giovani e la loro tutela, ricordando che la prevenzione nasce dall’ascolto e dalla capacità di riconoscere il dolore nascosto dietro uno schermo.

