Immagine realizzata con Photo Collage Maker
La Calabria introduce una normativa organica per sentieri, catasto e rete escursionistica regionale.
La Disciplina delle attività escursionistiche entra nel percorso legislativo del Consiglio regionale con la Proposta di Legge n. 37/13^, presentata dai consiglieri De Francesco, Santoianni, Crinò, Brutto, Giannetta, Bevilacqua, De Caprio e Pitaro. Il testo nasce dall’esigenza di colmare un vuoto normativo che, nonostante la ricchezza paesaggistica della Calabria, non ha ancora trovato una regolamentazione organica dedicata all’escursionismo e alla gestione dei sentieri. La regione dispone infatti di oltre duemila chilometri di percorsi censiti dal Club Alpino Italiano, ma manca una cornice legislativa che ne disciplini fruizione, manutenzione e valorizzazione.
La proposta approda in Commissione con l’audizione dei dirigenti generali dei Dipartimenti Ambiente, Governo del Territorio, Turismo e Asset Strategici, chiamati a contribuire alla definizione di un impianto normativo che ambisce a diventare riferimento stabile per la gestione del patrimonio escursionistico regionale.
Una rete escursionistica regionale: nasce la RECAL
Il fulcro della proposta è l’istituzione della Rete Escursionistica della Calabria (RECAL), concepita come un sistema unitario che comprende sentieri, mulattiere, tratturi, piste e tratti di viabilità minore extraurbana. La RECAL viene riconosciuta come patrimonio culturale, paesaggistico e territoriale della Regione e si articola in percorsi di interesse comunale e sovracomunale, con l’obiettivo di garantire una fruizione sicura e sostenibile.
L’inserimento della rete nel Sistema Informativo Territoriale della Calabria consente una gestione coordinata e aggiornata, mentre agli enti territoriali viene affidato il compito di manutenzione e recupero dei tracciati, anche attraverso convenzioni con il CAI, in coerenza con la normativa nazionale che attribuisce al Club Alpino Italiano un ruolo centrale nella cura dei sentieri.
Il Catasto regionale dei sentieri
Elemento strategico del provvedimento è il Catasto della RECAL, istituito presso il Dipartimento Ambiente. Il catasto raccoglierà tutte le informazioni tecniche e descrittive dei percorsi, comprese eventuali servitù di uso pubblico su tratti privati, e sarà aggiornato sulla base delle proposte degli enti territoriali e del parere della Consulta.
In fase di avvio, la Regione utilizzerà il database nazionale INFOMONT del CAI, grazie al protocollo d’intesa siglato nel 2021 tra il Ministero del Turismo e il Club Alpino Italiano, garantendo così una base dati già strutturata e omogenea.
Segnaletica, sicurezza e modalità di fruizione
La proposta recepisce integralmente la segnaletica ufficiale del CAI, riconosciuta a livello nazionale e internazionale, e stabilisce che i percorsi della RECAL debbano essere segnalati e manutenuti dai soggetti gestori. La fruizione è consentita a piedi, in bicicletta, a cavallo e con mezzi non motorizzati, mentre viene esclusa la pratica del downhill e l’inserimento dei tracciati in aree destinate a bike park.
Sono previste deroghe per mezzi agricoli, forestali, di soccorso, vigilanza e per il trasporto di persone con disabilità, mentre resta fermo il divieto di danneggiare la segnaletica, alterare i percorsi, ostacolare l’uso escursionistico o arrecare disturbo alla fauna e alle attività agricole.
Consulta regionale e Piano triennale degli interventi
La legge istituisce la Consulta per la RECAL, organismo consultivo composto da rappresentanti della Regione, del CAI, di Federparchi, del Servizio Geologico e dell’ANCI Calabria. La Consulta avrà il compito di esprimere pareri sull’iscrizione dei percorsi nel catasto e sul Piano triennale degli interventi, oltre a proporre iniziative di valorizzazione.
Il Piano triennale definirà le azioni per la promozione dell’escursionismo, la valorizzazione dei territori attraversati, il coinvolgimento delle comunità locali, la tutela del patrimonio storico‑culturale e la manutenzione ordinaria e straordinaria dei percorsi. Gli interventi saranno finanziati principalmente con risorse nazionali e comunitarie, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
Sanzioni e tutela del patrimonio escursionistico
Il testo introduce un sistema sanzionatorio volto a proteggere la RECAL da comportamenti che possano comprometterne integrità e fruibilità. Sono previste sanzioni pecuniarie per chi danneggia la segnaletica, altera i percorsi o ne impedisce l’accesso, con importi più elevati per la chiusura non autorizzata di tratti della rete. È inoltre previsto l’obbligo di ripristino ambientale a carico del trasgressore. Le funzioni di vigilanza e controllo saranno affidate ai Comuni e agli Enti Parco, che introiteranno i proventi delle sanzioni.
Copertura finanziaria e avvio operativo
La relazione finanziaria quantifica in 50.000 euro la spesa per il 2026, destinata all’avvio del catasto e alla segnaletica, con copertura garantita dalla Missione 20 del bilancio regionale. Per gli anni successivi, i costi saranno contenuti e sostenuti principalmente da fondi nazionali e comunitari, mentre la Giunta sarà autorizzata ad apportare le necessarie variazioni ai documenti contabili.
