Fonte foto: Assessore Pasqualina Straface
Discutiamone a Scuola: il monitoraggio regionale conferma l’efficacia dello psicologo in classe
Il monitoraggio del progetto Discutiamone a Scuola restituisce una fotografia chiara e, per molti aspetti, inedita del disagio giovanile in Calabria. Oltre 10 mila accessi agli sportelli di ascolto psicologico dimostrano che la presenza stabile dello psicologo negli istituti scolastici non è soltanto un presidio educativo, ma un argine concreto alle fragilità che attraversano l’adolescenza.
La scuola si conferma il primo luogo in cui il disagio emerge, si racconta e può essere intercettato prima che diventi sofferenza profonda. È qui che gli studenti trovano uno spazio sicuro per parlare di ciò che spesso rimane nascosto: autolesionismo, ideazione suicidaria, violenza domestica, disturbi alimentari, bullismo, cyberbullismo, dipendenze digitali. Fragilità che, senza un ascolto competente, rischierebbero di restare sommerse.
La rete che si attiva quando la scuola ascolta
Il progetto ha permesso di costruire un ponte tra scuola, famiglie, servizi sociali e sanitari. Ogni accesso allo sportello non è stato un gesto isolato, ma l’avvio di un percorso di accompagnamento. Ascoltare significa prevenire, e prevenire significa proteggere il futuro dei giovani calabresi. La Regione ha scelto di investire su un modello che mette al centro la prossimità, la presenza e la capacità di intervenire in tempo.
Le parole dell’assessore Pasqualina Straface
Nel commentare i risultati del monitoraggio, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Pasqualina Straface ha sottolineato il valore umano e istituzionale del progetto. Le sue parole restituiscono la portata dell’intervento:
Si è svolto un incontro con i responsabili delle ASP calabresi del progetto Discutiamone a Scuola. È stato uno degli interventi più qualificanti, ma anche da un punto di vista umano, che il presidente Roberto Occhiuto ha voluto realizzare: la presenza dello psicologo nelle scuole. Abbiamo raggiunto 290 istituti scolastici con migliaia di incontri, ma il dato più significativo è che si sono registrati oltre 10.000 accessi allo sportello, con la presenza dello psicologo che ha dato competenza e professionalità nell’ascoltare gli adolescenti degli istituti secondari di primo e secondo grado.
L’assessore ha evidenziato come il progetto abbia fatto emergere un disagio psicosociale spesso silenzioso:
È venuto fuori un disagio emotivo importante: bullismo, ideazione suicidaria, violenza nelle famiglie, disturbi alimentari. Indicatori che dimostrano che attraverso questo progetto siamo riusciti a far emergere qualcosa che probabilmente non sarebbe mai stato intercettato. Discutiamone a Scuola ha centrato l’obiettivo: far emergere il vero disagio dei nostri adolescenti e intervenire attraverso la prevenzione, garantendo il benessere psicosociale degli studenti calabresi.
Straface ha poi richiamato l’attenzione sulle situazioni più complesse, che richiedono un intervento immediato e coordinato:
Sono emerse anche condizioni di particolare rischio: reazioni suicidarie, autolesionismo, pensieri costanti di autosoppressione, violenze familiari, difficoltà legate all’identità di genere. In molti casi lo psicologo ha fatto da ponte con i Comuni e con i servizi territoriali.
Un investimento che cambia la vita dei ragazzi
I numeri non raccontano solo un progetto riuscito, ma una trasformazione culturale: la scuola diventa un presidio di salute emotiva, un luogo in cui chiedere aiuto non è più un tabù. La Regione Calabria, attraverso Discutiamone a Scuola, ha scelto di mettere al centro gli adolescenti, riconoscendo che il benessere psicologico è parte integrante del diritto allo studio.
Il monitoraggio conferma che la strada intrapresa è quella giusta. E conferma, soprattutto, che quando un ragazzo trova qualcuno disposto ad ascoltarlo, il futuro torna ad aprirsi.
