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La Scuola si regge, oltre che su un congruo numero di docenti, anche sul lavoro del personale ATA. Il personale scolastico ausiliario tecnico e amministrativo garantisce pulizie e lavori di manutenzione. Spesso rende gli edifici scolastici, molti vecchi ed inadeguati, vivibili per studenti e docenti. Anima letteralmente laboratori o sbriga il lavoro burocratico diventato davvero asfissiante. Negli ultimi anni, poi, la categoria ha subito tagli davvero indiscriminati: il lavoro da svolgere ha assunto una dimensione quasi sovrumana. Per non parlare poi del precariato che ancora troppo condiziona la categoria. Oggi il MIUR ha pubblicato i trasferimenti del personale ATA. Chi avesse fatto domanda di mobilità, oggi ha ricevuto risposta tramite posta elettronica o l’app Io. Tuttavia è possibile avere un riscontro anche accedendo alla piattaforma Istanze Online.
Scuola, trasferimenti ATA. I numeri di UIL Scuola
A seguito della pubblicazione dei movimenti, la federazione Uil Scuola ha diffuso il prospetto dei posti rimasti vacanti. Secondo le elaborazioni del sindacato, restano 34.969 posti vacanti a livello nazionale. Le maggiori disponibilità “si registrano tra i collaboratori scolastici (21.391 posti) e gli assistenti amministrativi (8.374 posti), seguiti dagli assistenti tecnici (3.597 posti) e dai funzionari ed elevate qualificazioni – EQ (971 posti). Residue disponibilità si rilevano inoltre per gli operatori dei servizi agrari (241 posti), i cuochi (216 posti), i guardarobieri (136 posti) e gli infermieri (43 posti)”, ha precisato il sindacato.
Tutti i posti vacanti e disponibili destinati alle immissioni in ruolo
La Uil Scuola sostiene che tutti i posti vacanti e disponibili debbano essere destinati alle immissioni in ruolo. “Anche per il personale Ata infatti continua a crescere il ricorso ai contratti a tempo determinato, mentre le assunzioni a tempo indeterminato non riescono a coprire nemmeno il turnover”, ha sottolineato la federazione. Per questo, “anche alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha censurato l’abuso dei contratti a termine nel settore Ata, ribadiamo la necessità di un piano straordinario di stabilizzazione”. “Non si può continuare a garantire il funzionamento ordinario delle scuole facendo affidamento su migliaia di lavoratori precari che, anno dopo anno, assicurano servizi essenziali senza adeguate prospettive di stabilizzazione”, ha concluso.

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