
Che cosa significa oggi costruire un’identità? E quanto di ciò che crediamo essere “nostro” è invece il risultato di codici, immagini, linguaggi e ruoli sociali che abbiamo interiorizzato?
A Parndon Mill Gallery, la mostra Double Agents mette in dialogo due pratiche artistiche differenti. Attraverso tredici dipinti realizzati tra il 2024 e il 2026 e quattro sculture in vetro, Mary Blindflowers porta in mostra il Destrutturalismo come pratica di scomposizione e ricostruzione dell’immagine: non un’arte consolatoria, ma una pittura e delle sculture in vetro che mettono in crisi ciò che sembra già definito, lasciando all’osservatore il compito di completare il processo.
Il Destrutturalismo è, più che un movimento, uno stato d’animo, la volontà di scomporre il “fatto” per creare un “da farsi” che possa tradursi in critica del nostro tempo, sia passato che presente. Questo processo di destrutturazione e ricostruzione è valido sia per la letteratura che per le arti figurative in cerca di un modus vivendi che non sia allineato alle logiche mainstream dell’innocuità espressiva, ma abbia il coraggio di andare oltre.
Questa modalità di procedere attraversa i tredici dipinti che Mary Blindflowers presenta a Parndon Mill, realizzati tra il 2024 e il 2026. Le opere appartengono a un arco temporale relativamente breve, ma permettono di osservare un processo nel quale la pittura non viene utilizzata soltanto come superficie rappresentativa. L’immagine diventa piuttosto un campo di tensione: una struttura che può essere costruita, modificata e nuovamente scomposta per generare riflessione nell’osservatore. La figura, ben lontana dalla perfezione formale classica, non è necessariamente il punto di arrivo dell’opera, ma il punto di partenza per attivare il pensiero, in modo che sia l’osservatore a diventare protagonista. L’immagine è infatti il mezzo attraverso il quale la rappresentazione stessa entra in crisi.
Niente arte consolatoria o idilliaca, perché l’identità, che è il tema dell’esibizione, è senza dubbio il risultato di una serie di sovrapposizioni, di codici appresi e di imposizioni di genere, come viene sottolineato nell’opera composta da sei canvas: “The Prepackaged Tree of Life for Man and Woman”. Famiglia, società e linguaggio non costituiscono quindi soltanto uno sfondo, ma partecipano alla formazione dell’immagine individuale. Il Destrutturalismo interviene proprio su questo terreno, mettendo in discussione la stabilità dei significati che sembrano già acquisiti e dati per scontati.
Accanto ai dipinti, la mostra presenta quattro sculture in vetro realizzate con una tecnica mista che combina sandcasting e vetro soffiato e che non si limitano a essere “ornamentali”, ossia ad esaltare le qualità estetiche del vetro, ma esigono un significato.
Il vetro non è più soltanto superficie, trasparenza o materia preziosa, ma diventa veicolo di senso. Le opere non illustrano semplicemente il tema dell’identità: ne mettono in questione i presupposti. Solo a partire da questo nucleo prende forma il dialogo con l’altra artista della mostra, Anne von Westphalen. Double Agents, infatti.
La mostra diventa così un confronto fra due modalità differenti di intervenire sull’immagine: non una celebrazione delle singole artiste, ma l’accostamento di due pratiche che osservano, da prospettive diverse, come l’identità venga costruita e resa leggibile.
Un incontro con Mary Blindflowers
Questa mostra arriva a poche settimane da un incontro che ha dato modo di approfondire personalmente la ricerca dell’artista. Il 26 agosto 2026 ho intervistato Mary Blindflowers per GBT Magazine, in un dialogo dedicato al suo percorso, al Destrutturalismo, all’attività di Thinking Man Editore e al rapporto tra arte, letteratura ed editoria indipendente.
Raccontare oggi Double Agents significa quindi anche tornare su una ricerca che ho avuto modo di conoscere più da vicino, seguendone un nuovo passaggio: quello che porta il Destrutturalismo nella cornice internazionale della Parndon Mill Gallery.
A rendere ancora più interessante questo percorso sono le immagini realizzate durante la lavorazione del vetro nel laboratorio di Jon Lewis: fotografie che mostrano la materia prima della sua forma definitiva e che restituiscono un momento del processo creativo normalmente lontano dallo sguardo del pubblico.

Il vetro è ancora in lavorazione, la forma non è conclusa e l’opera deve ancora trovare il proprio equilibrio.

È un’immagine che accompagna bene il senso della mostra: prima di diventare una forma definita, qualcosa può essere scomposto, ripensato e ricostruito.

Double Agents — Anne von Westphalen & Mary Blindflowers Parndon Mill Gallery, Harlow, Essex 20 settembre – 1 novembre 2026 A cura di The Bonacci Gallery, Berlino, in collaborazione con The Gallery, Parndon Mill.
Mary Blindflowers Independent Publisher · Author and Mixed Media Artist
Thinking Man Editore Destrutturalismo
L’intervista a Mary Blindflowers su GBT Magazine
L’incontro con Mary Blindflowers del 26 agosto 2026 è stato pubblicato su GBT Magazine e approfondisce il percorso dell’artista, il Destrutturalismo e l’attività di Thinking Man Editore — un’occasione per entrare nel suo universo creativo prima di incontrare le opere di Double Agents.
a cura di Valentina Giua, per GBT Magazine, 15|09|2026
